Milleunadonna

Italia da conoscere e da fotografare: 10 posti da non perdere, da scoprire o, perché no, riscoprire

Bellezze naturali, monumenti, parchi, borghi… Nel nostro Paese si ha solo l’imbarazzo della scelta se si vuol andare alla scoperta di luoghi, scorci, paesaggi che offrano spunti imperdibili a tutti i patiti di fotografia e agli Instagram-addicted, alla ricerca dello scatto giusto da condividere sui social. I posti sono veramente infiniti, e ve ne proponiamo 10, da nord a sud sino alle isole,  per le vostre “opere” e per una vacanza all’insegna della scoperta di alcune delle meraviglie italiane.

Cala Goloritzé

Incontaminata, selvaggia, decisamente da non perdere. Cala Goloritzé, in Sardegna, è il fiore all’occhiello di Baunei, uno dei tratti costieri del golfo di Orosei, dove mare e montagna si sposano armoniosamente. Patrimonio dell’Unesco, è la spiaggia più fotografata dell’Ogliastra, stabilmente inserita dagli utenti di TripAdvisor nella top ten delle spiagge più belle d’Italia. A rendere ancor più spettacolare lo scenario, la guglia di Punta Goloritzé, e alcune rocce calcaree he affiorano dall’acqua.

Un’infinità di sassolini bianchi compone l’arenile, formatosi nel 1962, in seguito a una frana staccatasi dalla parete di arenaria, e se si prosegue a nord della spiaggia principale, si trova la piccola “spiaggia delle sorgenti”, così chiamata per le acque sorgive che sgorgano in mezzo agli scogli.  Siete appassionati di escursionsimo, vi piace camminare inebriandovi dei profumi della macchia mediterranea e andando alla scoperta di panorami e scorci meno conosciuti? Tenete allora presente che Cala Goloritzè rientra nel programma di trekking Selvaggio Blu, un itinerario molto noto ai trekkers che segue la costa del Baunei e scende nelle calette (sardegnaturismo.it, trekkingbaunei.it)

Booking.com

Val Gardena

E’ il punto panoramico più alto della Val Gardena, in Alto Adige, a quota 2500 m., ed è raggiungibile sia da Ortisei che da Santa Christina con una bella passeggiata o anche con comodi impianti di risalita. E’ la vetta del Seceda, nota attrazione delle Dolomiti, Patrimonio Unesco dal 2009, molto amata dagli appassionati di fotografia (basta farsi un giro su Instagram per rendersene conto). Questa vetta regala un colpo d’occhio d’eccezione sul gruppo delle Odle: da qui si viene immediatamente catturati dalla successione di creste rocciose che da un lato si innalzano a precipizio, dall’altro digradano dolcemente verso le verdi distese di prati. La particolare posizione consente di godersi un panorama unico, a 360 gradi, che comprende il gruppo del Sella, quello del Sassolungo-Sassopiatto e l’Alpe di Siusi, da ammirare qui con un’angolazione insolita.

Una volta in cima, proprio alla croce di vetta (2.519 m), chi vuole sapere tutti i nomi delle montagne che si possono ammirare,  può semplicemente posizionarsi nel centro del punto panoramico, dove i nomi delle cime circostanti sono segnati su una tavola di forma circolare (valgardena.it)

Portovenere

Un tempo era la piazzaforte strategica dei genovesi, che la usavano per esercitare il loro dominio sull’estremo Levante ligure. Benvenuti a Portovenere, posta sulle rocce dell’estremità della penisola che forma il golfo di La Spezia. Il borgo è attraversato da un delizioso carugio e ha una vertiginosa e peculiare “palazzata” a mare, una fila di case-torri addossate le une alle altre, sviluppate in altezza, che forma una sorta di barriera tra i vicoli del centro e la distesa d’acqua: è una zona animata con caratteristiche case gialle, rosse, rosa, alte e strette, sicuramente fonte di ispirazione per scatti originali. Il punto migliore per ammirarle e fotografarle con una vista d’insieme è il molo, che si raggiunge svoltando a destra dalla passeggiata Aldo Moro. E poi il caratteristico porticciolo, i vicoletti, le scalinate ripide che sorprendono svelando piazzette e scorci deliziosi, le grotte che si aprono lungo le pareti rocciose della costa... Sono tanti gli spunti per trovare l’inquadratura giusta, per dare spazio alla creatività o anche solo per lasciarsi incantare da un luogo di grande fascino. Non a caso, Portovenere è stata amata e celebrata dai grandi poeti del Romanticismo inglese che la visitarono nell’Ottocento, primo fra tutti Byron (lamialigura.it, experienceliguria.agenziainliguria.com

Laghi di Fusine

Una meraviglia. Provare per credere. I Laghi di Fusine, in Friuli Venezia Giulia, sono due, piccoli, e si trovano nella Foresta dei Tre Confini, così chiamata perché si estende tra Italia, Austria e Slovenia. Nelle loro acque si specchia il gruppo di tipo dolomitico del Mangart. Entrambi sono al centro di un rete di sentieri che si snodano tra i boschi e offrono vedute veramente uniche. A colpire di più, fotografi e non, è senz’altro il lago Inferiore: al verde azzurro delle acque si contrappongono le tonalità più scure delle abetaie circostanti; tenete anche presente che il suo perimetro può essere percorso a piedi in circa mezz’ora, e che potete così godere di posizioni e luci diverse, anche a seconda dell’orario. Quello Superiore è invece un ottimo punto di partenza per escursioni e per scattare da altre angolazioni (turismofvg.it).

Verona

Se si va a visitare Verona, la tappa è d’obbligo. La casa di Giulietta, il personaggio reso immortale dalla tragedia di William Shakespeare, è una delle mete più viste e fotografate (alzi la mano chi non ha in mente il leggendario balconcino…), il secondo monumento veronese più visto dopo l'Arena.

Basta andare in via Cappello per rendersene conto e immergersi in un mondo a sé stante, con un tripudio di bigliettini d'amore, firme e frasi dei tanti innamorati da qui passati… Dall’ingresso si accede ad un cortile dove il celebre balcone spicca sulla facciata dell'annesso edificio trecentesco. Ma sapete che, in realtà, questo balconcino è un falso? Già, perché le case dei Capuleti non si trovavano qui, ma vicino all’argine del fiume Adige. Agli inizi del Novecento, per evitare le esondazioni, si demolirono alcune case medievali che impedivano la costruzione dei nuovi argini; proprio da quelle rovine venne recuperato un piccolo balcone di epoca gotica, divenuto poi “protagonista”. In più, alla fine degli anni sessanta del Novecento fu posta nel cortile una statua in bronzo raffigurante Giulietta, con cui i turisti e gli innamorati amano farsi immortalare. E secondo la tradizione è di buon augurio esprimere una promessa d'amore toccando il seno destro della statua (turismoverona.eu)

Comacchio, la piccola Venezia

E’ soprannominata  la “Piccola Venezia”. Stiamo parlando di Comacchio, in Emilia Romagna, un’incantevole città lagunare, molto genuina e vitale. E’ un centro fatto di isole, ponti, casette variopinte, che conserva bellezze naturalistiche e testimonianze storiche. La luce inonda gli spazi urbani e si riflette sulle tranquille acque dei canali, creando degli effetti di chiaro-scuro ideali per sbizzarrirsi con l’obiettivo. La vista più suggestiva? E’ quella che si scorge dal Ponte degli Sbirri: da una parte l’Antico Ospedale degli Infermi e dall’altra l’ottocentesco Palazzo Bellini e il famoso Trepponti, simbolica e singolare invenzione architettonica del 1634, a un incrocio di canali che dividono la cittadina in 13 isolette: un altro punto per scatti da postare, così come il Loggiato dei Cappuccini, portico di ben 142 archi, perfetto per chi predilige le prospettive. Vi piacciono le scene di vita quotidiana, quelle vere? Andate all’Antica Pescheria, notevole edificio del XVII secolo, testimonianza dell’attività marinara, oggi sede del mercato giornaliero del pescato.

Comacchio è anche considerata la capitale del Parco del Delta del Po (Patrimonio Unesco), che la circonda di lagune e boschi, ed è divenuta Città del Birdwatchinguno dei principali luoghi dedicati alla conservazione degli uccelli selvatici in Italia. Altre meraviglie da riprendere? Sicuramente i fenicotteri rosa che qui nidificano. E poco fuori dall’abitato, ecco le Valli di Comacchio, visitabili in motonave o bicicletta, per andare alla scoperta dei vecchi casoni di pesca, recuperati e allestiti come un tempo (emiliaromagnaturismo.it, ferrarainfo.com)

Fortezza di Volterraio

Bebe Vio ne è letteralmente innamorata. L’atleta, ambassador della campagna LiveItalian (promossa da Enit-Agenzia Nazionale del Turismo) insieme con altri personaggi celebri come Roberto Bolle, ama ricaricare le energie in primis all’Isola d’Elba, dove scappa ogni volta che può con la famiglia, sin da quando era piccola. Qual è per lei il posto giusto da postare su Instagram? Sicuramente l’antica Fortezza di Volterraio, in particolare quando si ha l’opportunità di assistere a un tramonto infuocato. La vertiginosa rocca, mai conquistata dai corsari, offre anche un panorama d’eccezione su tutto il versante settentrionale dell’Elba.

Le altre località dell’isola cui Bebe è particolarmente affezionata sono la spiaggia di Cavoli, quella della Fetovaia, e S. Andrea a Marciana, per fare il bagno. “Insomma, questo per me è il “place to be” -confessa -, il luogo dove riesco sempre a rilassarmi e a trovare la serenità”.

Villa Cimbrone

E’ un Belvedere di grande fascino, conosciuto come La Terrazza dell’Infinito. Siamo a Villa Cimbrone, a Ravello, uno dei 12 comuni della costiera amalfitana, adagiata su uno sperone roccioso, a 365 metri d’altezza.

“Mi fu chiesto da una rivista americana quale era il luogo più bello che io avessi mai visto in tutti i miei viaggi, e io ho risposto: il panorama del belvedere di villa Cimbrone in un luminoso giorno d’inverno, quando il cielo e il mare sono così vividamente azzurri che non è possibile distinguerli l’uno dall’altro”. Così scriveva Gore Vidal, che a Ravello arrivò per la prima volta nel 1948, in compagnia di Tennessee Williams. Attraversando i giardini fioriti grazie a una piacevolissima passeggiata, si imbocca un viale che conduce alla Terrazza dell'Infinito che, come il nome fa intuire, offre una vista sconfinata sul Golfo.

Ravello è conosciuta anche come “Città della musica”, e proprio in questo periodo si può seguire il Ravello Festival, che compie 70 anni: fino al 3 settembre, ricco programma di concerti, nella splendida cornice di Villa Rufolo (ravellofestival.com).

Le cave di bauxite nel Salento

Nel Salento Adriatico, in Puglia, ecco un posto che merita davvero e che vi sorprenderà: sono le ex Cave di bauxite, vicino a Otranto, dove c’è un laghetto verde smeraldo, residuo di un giacimento di estrazione mineraria ormai dismesso. Un luogo dove gli amanti della fotografia possono letteralmente perdere la testa… «Un posto magnifico, con la roccia rosso scuro che crea incredibili contrasti di colore -conferma Biggie dei Boomdabash, originario di Mesagne-. Ma ricordatevi che non si può fare il bagno!». La band è talmente innamorata della propria terra, che l’ha voluta raccontare e omaggiare nel libro Salentu d’amare (De Agostini) parlando anche di realtà non contemplate dagli itinerari classici e invitando a lasciare spazio alla scoperta personale. Una guida originale e inconsueta per chi desideri esplorare la regione.

La scala dei Turchi

A picco sul mare, colpisce subito per il suo bianco candido, quasi abbagliante, che spicca ancor di più accanto al blu cobalto del mare. La Scala dei Turchi di Realmonte, vicino ad Agrigento e alla Valle dei Templi, si erge tra due spiagge di sabbia fine, ed è una meta amatissima da italiani e stranieri; la sua forma a gradoni, ondulata e dolce, forgiata dalle onde e dal vento,  è una falesia che prende il nome dai pirati Saraceni, all’epoca impropriamente chiamati Turchi dalle popolazioni locali. Ha acquisito popolarità anche grazie ai romanzi di Camilleri, con protagonista il commissario Montalbano (in particolare “La prima indagine di Montalbano”) , ed è stata scelta come set da diversi registi, tra cui Giuseppe Tornatore per il film Malena, con Monica Bellucci. Si può facilmente comprendere che tanta bellezza si presta ad essere ritratta in tutti i modi, e condivisa con gli amici.