La modella che non ti aspetti, Greta Thunberg sulla copertina di Vogue: "Ecco cosa penso della moda"

Per la giovane attivista ambientalista scandinava il sistema moda deve cambiare e le campagne di sostenibilità sono perlopiù operazioni di facciata

TiscaliNews

Mai avremmo pensato di vederla su una patinata copertina di Vogue, ma Greta Thunberg in versione fashion, adagiata sull'erba in un bosco mentre accarezza un puledro, lo fa per una giusta causa. Sempre la solita, quella che alimenta i suoi gesti da anni, ed è per rilanciare il tema della salvaguardia dell’ambiente a partire dall’industria della moda che ha rilasciato un’intervista a Vogue Scandinavia con tanto di servizio fotografico tra i boschi.

La voce di una generazione

L'immagine realizzata da Iris e Mattias Alexandrov Klum è la prima copertina di Vogue Scandinavia e l'effetto è sorprendente per l'attivista 18enne che con la sua battaglia per il clima ha fatto la storia e che oggi di fronte all'attualità di fenomeni estremi richiama i leader del Pianeta ad azioni urgenti e concrete. L'intervista per la nuova edizione di Vogue dedicata a Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda, è una vera e propria dichiarazione di intenti: "Greta è la voce di una generazione. Negli ultimi tre anni l'adolescente svedese è diventata l'attivista più riconoscibile al mondo, invitando i leader mondiali a fermare la crisi climatica. Dato il nostro amore per la natura, non potremmo pensare a nessuno più adatto per il primo numero".

Perché il green washing è un’illusione

Così Greta afferma, mentre indossa un impermeabile e una gonna floreale: "L'industria della moda contribuisce enormemente all'emergenza climatica ed ecologica, per non parlare del suo impatto sugli innumerevoli lavoratori e comunità che vengono sfruttati in tutto il mondo affinché alcuni possano godere della moda veloce che molti considerano usa e getta". Poi attacca il green washing di tante aziende: "Molti stanno facendo sembrare che l'industria della moda stia iniziando ad assumersi le proprie responsabilità, spendendo cifre fantasiose in campagne in cui si dipingono come "sostenibili", "etiche", "verdi", "climaticamente neutre" e "eque". Ma cerchiamo di essere chiari: questo non è quasi mai altro che puro green washing. Non è possibile produrre moda in serie o consumare in modo "sostenibile" per come il mondo è modellato oggi. Questo è uno dei tanti motivi per cui avremo bisogno di un cambiamento di sistema".

Timida ma determinata

È risaputo che Greta Thunberg non ama le chiacchiere, ha preferito passare gran parte del suo tempo sul set da sola, esplorando il meraviglioso paesaggio e trascorrendo del tempo con il cavallo islandese Strengur, scrivono da Vogue. "Greta ama i cavalli e ne ha una conoscenza quasi enciclopedica. Suo padre dice che ha una memoria fotografica e l'incredibile quantità di dettagli che conosceva su di loro confermerebbero questa teoria. Sebbene timida davanti alla telecamera, si impegnava sempre in una conversazione quando veniva avvicinata con l'equilibrio e la chiarezza che abbiamo imparato a conoscere, siamo orgogliosi di averla sulla primissima copertina di Vogue Scandinavia".

“Il peggio è ancora evitabile”

Del resto Greta Thunberg non perde mai di vista il suo obiettivo: nei giorni scorsi ha postato su Instagram questo messaggio: "Il nuovo rapporto dell'Ipcc non contiene vere sorprese. Conferma ciò che già sappiamo da migliaia di studi e rapporti precedenti: che siamo in una situazione di emergenza". Poi ha aggiunto: "È un solido (ma cauto) riassunto della migliore scienza attualmente disponibile". "Non ci dice cosa fare - prosegue la giovane attivista che ha milioni di follower nel mondo - Sta a noi essere coraggiosi e prendere decisioni basate sulle prove scientifiche fornite in questi rapporti. Possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze, ma non se continuiamo come oggi, e non senza trattare la crisi come una crisi".