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Modelle e influencer russe contro l’embargo di Chanel a Mosca: così fanno a pezzi borse da migliaia di euro

“Se possedere Chanel significa vendere la mia Patria, allora non ho bisogno di Chanel”, dice una conduttrice tv mentre taglia la sua costosissima borsetta

TiscaliNews

In Ucraina alcuni loro connazionali in divisa compiono le peggiori nefandezze in nome della grande madre Russia, e loro si indispettiscono perché non possono più comprare le occidentalissime borse Chanel. Suonerebbe assurdo se non fosse perfettamente in linea con l’assurdità delle versioni russe della guerra di invasione a danno degli ucraini: operazione speciale, a Bucha i morti si sono suicidati, sono attori pagati 25 dollari a finto morto, sono stati trucidati dagli ucraini stessi per incolpare i russi. È tutto così insensato in questo guerra, che le influencer russe adirate contro Chanel per l’embargo imposto alla Russia e ai russi, alla fine fa ridere. Sono così ridicole queste signore miliardarie mentre inveiscono sulle loro costosissime borsette, così grottesca la loro indignazione da sembrare un pezzo di cupo cabaret.

Le sanzioni commerciali contro la Russia

Ma ecco i fatti: come già deciso da altri grandi marchi tra cui McDonald's e Coca Cola, Chanel ha chiuso i propri punti vendita nel paese governato da Putin ma ha anche deciso di non vendere i propri oggetti ai russi all'estero. È vietata “la vendita, direttamente o indirettamente, di articoli di lusso a qualsiasi persona fisica, giuridica o entità nella Federazione Russa o per l'uso nella Federazione Russa”, quindi ai clienti è stato chiesto “di confermare che i prodotti che acquistano non saranno utilizzati in Russia”, si legge in una nota del brand francese.

La reazione delle influencer russe

Uno schiaffo insopportabile per modelle e influencer russe che hanno deciso di passare al contrattacco riprendendosi mentre fanno a pezzi i loro capi firmati Chanel. Hanno postato i video in cui con forbici e coltelli tagliano borse da migliaia di euro accusando il marchio di "russofobia" e invitando le "colleghe" a fare lo stesso. Marina Ermoshkina, 28 anni, conduttrice televisiva e attrice, ha manifestato il suo sdegno infierendo sulla sua borsa Chanel: “Non un singolo articolo o marchio vale il mio amore per la mia Patria e il rispetto di me stessa. Sono contro la russofobia e sono contro i marchi che sostengono la russofobia. Se possedere Chanel significa vendere la mia Patria, allora non ho bisogno di Chanel”. Ermoshkina arriva poi all’apoteosi affermando: “Per noi donne russe, avere Chanel non è significativo. Eravamo noi il volto di questo marchio. Fin dall'infanzia sognavamo di acquistare questa borsa”. La segue la Dj russa Katya Guseva e la modella Victoria Bonya, che ha detto: “Devo dire che se Chanel House non rispetta i suoi clienti, perché dobbiamo rispettare Chanel?”

Neanche a Dubai

Ma il culmine è stato raggiunto dalla socialite che hanno denunciato via Instagram e Telegram di non aver potuto fare acquisti, in quanto russa, nemmeno nelle boutique della Maison di Dubai. Ma che scandalo! Come scrive Vanity Fair, l’influencer russa da più di 2,4 milioni di fan, Anna Kalashnikova, ha affidato il suo sfogo a un lungo post su Instagram, nel quale evoca addirittura Hitler e il Terzo Reich. La donna ha raccontato di non avere potuto fare acquisti nella boutique di Chanel a Dubai: “Mi hanno avvicinata e mi hanno detto: ‘Sappiamo che sei una celebrità in Russia, sappiamo che porterai i tuoi acquisti lì e quindi non possiamo venderti i nostri prodotti’”.

Interviene addirittura la portavoce del ministero degli Esteri

Stesso trattamento sembra essere stato riservato, sempre a Dubai, pure all’interior designer Liza Litvin che ha raccontato di essere stata costretta a firmare un documento nel quale dichiarava di non vivere in Russia, e che non avrebbe indossato la borsa acquistata in quel paese. Yana Rudkoskay, famosa consorte del campione olimpico di pattinaggio artistico Alexander Plyushenko, con 6 milioni di follower, parla addirittura di “shock, per una donna che da vent’anni compra Chanel e Chanel Haute Couture, e che alle loro sfilate siede in prima fila”. Fatto così grave da meritare l’intervento della politica di Mosca: la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha infatti dichiarato: “Chanel può sostenere il nazismo, come la sua creatrice. Ma ora lo sapranno tutti”. La ciliegina sulla torta in questa farsa in lussuosa salsa russa.