I fratelli Karamazov, un padre odioso viene ucciso e si cerca il colpevole tra i figli: il più grande giallo della letteratura mondiale

Una lettura sulla pericolosità dell’animo umano, che ti insegna tutto quello che serve sapere sulla vita: il capolavoro di Fedor Dovstoevskij è il caso di parricidio più famoso del mondo dopo quello di Edipo.

Gabriella Carmagnola

Un padre odioso muore ammazzato e si cerca l’assassino fra uno dei suoi quattro figli. E mentre seguiamo le indagini ci inabissiamo, portati per mano dal narratore, nelle profondità più scomode dell’animo umano, ne osserviamo gli istinti peggiori e scopriamo che sia il santo che il criminale hanno dentro di sé un po' l’uno dell’altro.

E’ il caso di parricidio più famoso del mondo dopo quello di Edipo. Una lettura sulla pericolosità dell’animo umano, che ti insegna tutto quello che serve sapere sulla vita: “I Fratelli Karamazov” di Fedor M. Dostoevskij, 1880, Bur. Un capolavoro assoluto dal ritmo travolgente e dalla scrittura tumultuosa.

Un libro da leggere all’inizio dell’anno, in un momento in cui si apre un nuovo spazio mentale. “Esisto, vedo il sole, e se non vedo il sole, so che c’è. E sapere che c’è il sole, è già tutta la vita.” Più si entra nel romanzo più si naviga in un territorio altro, in cui bene e male lottano e si mescolano, e si diventa sempre più consapevoli che il caos è dentro di noi. “Ciò che alla mente appare come una vergogna, per il cuore non è che la bellezza. Si trova a Sodoma la bellezza? Credimi, è proprio a Sodoma che la scorge l’enorme maggioranza degli uomini: lo conoscevi questo segreto?”.

E al centro di questo capolavoro monumentale, troviamo un diamante purissimo: il dialogo serrato e senza sconti del Grande Inquisitore con Gesù. Un libro nel libro. Alla libertà, dono terribile che Dio ha voluto fare agli uomini, il Grande Inquisitore oppone il miracolo, il mistero e l’autorità. Ma sarà un frammento di bontà a salvarci dall’abisso assoluto. Perché: “Se dio non c’è, tutto è possibile”.

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