DayBreakHotels, così gli hotel cambiano pelle

Botto: “La tendenza c’era già da alcuni anni, ma la pandemia ha accelerato il processo”

DayBreakHotels, così gli hotel cambiano pelle
TiscaliNews

Nata nel 2015 come idea per vendere a prezzi vantaggiosi stanze e servizi di hotel extralusso solo di giorno, oggi DayBreakHotels.com è una startup che sta cambiando il mondo degli hotel e sta cambiando pelle. Noi abbiamo incontrato il fondatore Simon Botto, genovese, ex pallanuotista, ex avvocato d’affari, e con lui abbiamo chiacchierato di ospitalità e nuove tendenze nel mondo dell’hotellerie.

Botto, la pandemia ha cambiato il vostro business?

La pandemia ha accelerato e cambiato alcune abitudini che i clienti avevano già. Con DayBreakHotels.com, infatti, i clienti potevano già usufruire di tanti servizi diurni che gli permettevano sia di godere di una mini vacanza cittadina, sia di lavorare come se fossero in un ufficio temporaneo con tutte le comodità di un hotel. Già all’inizio della nostra avventura, poi, offrivamo la possibilità di organizzare meeting in hotel, o cene al ristorante. Con la pandemia, nelle regioni gialle, DayBreakHotels ha registrato un picco di adesioni da parte degli hotel, diventando il primo canale di vendita: la staycation, infatti, è stata per lungo tempo uno dei pochi momenti di relax per gli italiani e anche lo smart working in albergo è stato scelto da chi voleva garantirsi un livello di tranquillità che sarebbe stato impossibile avere fra le mura domestiche.

Ora con le riaperture le cose cambieranno?

Adesso, in vista delle riaperture, crediamo che le persone continueranno ad avere voglia di relax e tranquillità. Poi, dal punto di vista degli hotel, abbiamo visto che molte catene che prima offrivano questi servizi tramite noi, ora li propongono in autonomia. Siamo di fronte a un'evoluzione del modo in cui viene visto l'hotel, anche da parte degli abitanti della città in cui si trova la struttura. Un'evoluzione che, però, abbiamo intercettato anni fa.

Quali sono i servizi più richiesti oggi?

I clienti business vogliono il pranzo di lavoro (anche in camera) e la possibilità di organizzare riunioni nelle sale meeting. I clienti leisure, invece, desiderano senza dubbio la spa in esclusiva (anche in camera, dove possibile) e le cene nei ristoranti di qualità degli hotel. Servizi esclusivi, che permettono di conciliare relax e sicurezza, di prossimità, la staycation per definizione è la vacanza che si fa vicino a casa e anche economici, i prezzi sono molto ragionevoli, una camera e spa in day use dalle 10 alle 18 costa circa 50 euro.

La nuova tendenza allora è la staycation, cioè la vacanza nella propria città. Avete registrato un aumento di prenotazioni in questo senso rispetto a prima?

Nell'ultimo mese abbiamo visto che le staycation hanno avuto una crescita fortissima, parliamo quasi del 100% in più mese su mese. Il bello della staycation è che ti permette di andare in vacanza ogni settimana: rispetto al classico weekend fuori, consente di staccare un giorno, senza sforzi organizzativi, non c’è bisogno di fare le valigie e di spendere una fortuna. Pensiamo che a volte il costo di una stanza e dei servizi connessi è più basso rispetto a quello di due lettini nella località balneare più vicina. Praticare la staycation con regolarità sta diventando un trend: abbiamo visto che il cliente torna per lo stesso servizio, magari provando un altro hotel, oppure nello stesso albergo per provare nuovi servizi. È come poter andare in vacanza una volta alla settimana e questo credo abbia cambiato negli utenti la percezione degli hotel. Con la staycation gli alberghi finalmente aprono le porte ai residenti della propria città.

Un'altra tendenza che abbiamo visto nascere poco tempo fa è quella del self treatment in hotel, cioè la prenotazione di spa all'interno delle stanze di hotel. È un fenomeno che state registrando anche voi?

Le spa sono state chiuse per diverso tempo, ma da quando hanno riaperto il loro utilizzo in esclusiva ha avuto una crescita di oltre il 200% in media. In alcune località si è registrato un tasso di crescita dell’utilizzo anche di 3 o 4 volte rispetto a prima.

Non solo beauty, però...

No, certo. Anche le cene in hotel sono cresciute mediamente del 200-250%. Prima della pandemia, il servizio del ristorante per le cene non era così richiesto, sebbene all'estero fosse già un'abitudine diffusa. Ora, anche in Italia, si è scoperto il piacere di una cena in hotel. Questo perché è cambiato l'approccio: prima, il cliente residente nella stessa città in cui si trova l'hotel era sempre il più diffidente verso l'esperienza in albergo, la vedeva come “una cosa per turisti” e temeva che i servizi offerti fossero sempre più cari rispetto a quello che avrebbe potuto pagare fuori dall'hotel. In questo senso, DayBreakHotels.com ha avuto la capacità di portare nuovi clienti negli hotel, i residenti appunto, che grazie alla piattaforma vincono quel senso di diffidenza. È questo il nostro valore aggiunto per gli albergatori: non portiamo solo ricavi in più, ma anche una nuova tipologia di cliente.

Che evoluzione vedete per DayBreakHotels nel post pandemia? La staycation continuerà ad essere il fenomeno più apprezzato o ce ne sono altri all'orizzonte?

Sono certo che la staycation continuerà a crescere. Anche secondo i nostri Net promoter score (che ci indicano "quanto consiglieresti questo servizio ad un amico"), DayBreakHotels raggiunge un punteggio di 70 su 100. Questo perché poter accedere a servizi di lusso a un prezzo non esagerato gratifica il cliente, che di conseguenza apprezza il brand che gli garantisce quell’esperienza. Un cambiamento radicale che si sta affermando anche nel modo di lavorare: sempre di più si afferma un modello ibrido, cioè lavoro in presenza alternato allo smart working. Ci sarà sempre più bisogno di spazi in cui poter lavorare in remoto, spazi che non potranno essere soltanto quelli di casa. Gli alberghi si prestano perchè hanno già capacità di spazi e servizi in eccesso.

Una nuova tendenza?

Sì, è il "bleisure" (business + leisure): si lavora comodamente da una stanza di hotel e nelle pause si usufruisce dei servizi dell'hotel e la sera si  torna a casa. Per l'azienda il costo è minore che affittare un ufficio temporaneo in centro città, mentre per il dipendente significa più comodità in un contesto professionale. Sono sicuro che, anche se l'albergo non sarà l'unico luogo da cui poter effettuare lo smart working, coprirà una bella fetta di mercato.