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Dai campetti dell’asilo alla Serie B, Gloria Magni: "Così ho superato l'attimo di sbandmento"

Nell'intervista di Mariano Ventrella, la storia della giovane che milita nel Tavagnacco

Terzino sinistro dal piede mancino, Gloria Magni, classe 2001, adattabile anche al ruolo di difensore centrale, ben strutturata fisicamente, si distingue per la sua abilità nello sfruttare la capacità di corsa nelle lunghe distanze, esaltando le sue caratteristiche.

Dopo aver iniziato il percorso con Mozzanica, Atalanta ed Orobica si ritrova per la prima volta ad affrontare un’esperienza da sola, lontano dalla sua Bergamo, integrata nell’accogliente Tavagnacco, gloriosa società militante nel campionato di serie B.

Ciao Gloria, per iniziare una breve descrizione della tua carriera

“Ho iniziato a tirare i primi calci ad un pallone sin dai tempi dell’asilo, invogliata da un mio compagno di infanzia; dopo aver giocato con i maschietti del mio paese sono approdata al Mozzanica nelle cui fila ho percorso la trafila delle giovanili fino ad esordire in prima squadra in serie A con l’Atalanta al Gino Bozzi di Firenze; a seguito della mancata iscrizione della società bergamasca ho dovuto cambiare casacca passando all’Orobica dove sono rimasta fino alla scorsa stagione”.

I motivi del passaggio al Tavagnacco

“La società friulana mi aveva già contattato lo scorso inverno ma i tempi non erano ancora maturi per il trasferimento che poi si è perfezionato in estate; la possibilità di disputare un campionato di categoria superiore in una società che ha fatto la storia del calcio italiano mi ha convinto ad accettare la proposta”.

Sei mai stata vittima di discriminazioni o hai dovuto affrontare situazioni complicate?

“Per mia fortuna no, anzi sono stata sempre sostenuta ed incoraggiata non solo dalla mia famiglia ma anche dai professori a scuola che hanno sempre avuto un occhio di riguardo per l’attività sportiva, consentendomi di poter conciliare al meglio lo sport con lo studio; solo nel momento del passaggio dalla primavera alla prima squadra ho avvertito un momento di sbandamento, sin da subito superato, grazie alla maturità e all’esperienza delle compagne di squadra piu’ mature che mi hanno traghettato nel mondo degli adulti in maniera indolore e graduale”.

Senti nostalgia di casa?

“E’ il primo anno in cui vivo lontano dalla mia città Bergamo senza la mia famiglia e gli affetti piu’ cari ma devo ammettere che l’integrazione nel nuovo ambiente procede bene, facilitato anche dall’età media molto bassa delle mie compagne di squadra”.

Sogni nel cassetto

“Fare della propria passione un lavoro sarebbe fantastico, atteso che rivestire la maglia azzurra sarebbe l’apice ed il coronamento di un traguardo che sogni di poter realizzare sin da piccola, non appena ti approcci a questo sport”.

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