Dopo Omicron dilaga la variante Psy: sindrome bio-psico-sociale molto contagiosa per vaccinati e non

Il Covid distress è una versione “immateriale” del virus che può impattare a medio e a lungo termine sia sull’organismo che sulla psiche. Ecco i sintomi

Foto Ansa
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di Enrico Maria Secci

Dopo due anni di pandemia segnati da lockdown, mascherine, distanziamento sociale, didattica a distanza e smart-working la mappa dei contagi è ancora un planisfero chiazzato di rosso e porpora, a significare che la situazione sanitaria è fuori controllo. Nonostante la campagna vaccinale, le statistiche documentano quotidianamente l’ascesa esponenziale del Covid, che circola come non mai.

Le feste di dicembre hanno trasformato cene e incontri tra parenti e amici in una catapulta virale che ha lanciato i tassi del contagio oltre i picchi esorbitanti dell’inverno 2020. Solo ieri sono stati registrati 220.000 casi. Al ritmo attuale, il coronavirus dilagherà forte delle sue mutazioni e in assenza di misure meglio calibrate e di una più lucida coscienza collettiva sulle dinamiche del contagio, il Covid continuerà a disseminare caos, malattia e morte

Le varianti. Ormai le chiamiamo “la Delta”, “la Omicron”, con inquietante familiarità. Come se piegare il linguaggio medico-scientifico alla parlata da bar potesse attenuare la paura o esorcizzare il disastro. Nel frattempo, altre varianti incombono coi loro nomi sinistri e distopici. Per esempio, la Deltacron, un virus scoperto a Cipro che sarebbe nato dalla combinazione tra il covid Delta e il covid Omicron. E ancora, ecco le “sorellastre di Omicron: la variante Ihu in Francia e la BA.2, che terrorizza la Danimarca.

Vaccini, mascherine, restrizioni, tamponi, green pass, chiusure a macchia di leopardo, ridimensionamento o sospensione della mobilità dei cittadini restano le sole risposte all’assalto delle varianti. Risposte destinate ad alterne fortune, data la crescente insofferenza collettiva fomentata dalla crisi economica, dalla necrosi del tessuto relazionale e sociale dovuta alle misure anti-Covid e dall’incessante distribuzione di fake-news sui social-media.

La variante Psy

Più contagiosa di Delta, c’è una variante del Covid che sfugge ai tamponi e buca ogni copertura vaccinale. Anche se si tratta di una versione “immateriale” del virus, la variate Psy può impattare a medio e a lungo termine sia sull’organismo che sulla psiche e configurarsi come una sindrome bio-psico-sociale estremamente contagiosa, invalidante a breve, medio o lungo termine e potenzialmente letale.

La variante Psy colpisce soggetti vaccinati e non vaccinati, si manifesta con un corteo di sintomi cognitivi, emotivi e comportamentali non rilevabili, certo, attraverso un test molecolare eppure riscontrabili in ambito clinico, soprattutto nei pazienti che prima della pandemia non lamentavano disturbi psicologici.

Inoltre, la Psy sembra colpire con particolare violenza i professionisti in prima linea contro il Covid: infermieri, medici, oss, insegnanti e personale scolastico, psicologi e psicoterapeuti.

Alcuni segnali tipici della variante Psy sono:

disregolazione dell’umore, con episodi di aggressività e/o di ritiro sociale;

distorsione dei processi decisionali e polarizzazione del pensiero;

riduzione della capacità di concentrazione, dell’apprendimento e della creatività;

affaticamento, apatia, perdita del piacere (anedonia)

alterazioni significative del sonno, dell’appetito e della libido.

La variante Psy come Delta e Omicron

Come il Covid costituisce un pericolo maggiore per soggetti con disturbi fisici pregressi sebbene rappresenti un rischio per tutti, così la variante Psy può amplificare ed aggravare la condizione di persone con difficoltà psicologiche precedenti la pandemia, ma anche instaurarsi come un disturbo ex-novo in individui di ogni età psicologicamente sani e funzionali prima del Covid.

L’allarme dell’Ordine degli Psicologi

Di recente, l’Ordine degli Psicologi ha diramato l’ennesimo allarme sulle gravi conseguenze della situazione pandemica per la salute mentale della cittadinanza. Infatti, le richieste di supporto psicologico sono aumentate del 39%. Una percentuale spaventosa, che non comprende una moltitudine di persone che pur necessitando d’aiuto non sanno a chi rivolgersi, o non dispongono di risorse economiche per contrastare gli effetti psicologici della variante Psy.

In termini strettamente clinici, la costellazione di sintomi legati al contesto pandemico prende il nome di Covid Distress o di Pandemic Fatigue, ma io voglio parlare di variante Psy per sottolineare la contagiosità della sindrome e la sua capacità di permeare ogni livello del funzionamento umano: il soggetto, la coppia, il gruppo, la società, le nazioni, ecc.

Il bonus psicologico negato

Infatti, storicamente la sanità pubblica italiana, purtroppo, delega la salute mentale alle strutture private, perciò davanti alla psico-pandemia appena iniziata il sistema sanitario nazionale risulta quantomeno disorientato. Non è un caso che la proposta di un bonus per le cure psicologiche sia stata emendato all’ultimo momento, lasciando milioni di persone forse già colpite dalla variante Psy completamente da sole.

Ora, nessun bonus salute potrebbe compensare l’impellenza di una ristrutturazione urgente e imponente dei servizi per la salute mentale e il benessere psicologica in era Covid. 

Contro l’indifferenza della politica riguardo l’impatto sulla salute mentale, qualche giorno è stata promossa su Change.org una petizione a favore del Bonus Psicologo, e ha già superato le 300.000 firme.

Come il Coronavirus biologico, la variante Psy sembra essere altamente contagiosa tra individui, coppie, famiglie, in gruppi di lavoro e in organizzazioni sociali. Diffonde incertezza, aggressività, impulsività e alimenta solitudine, rassegnazione e cinismo, con inevitabili (e imponderabili) ricadute sul nostro futuro. Perciò è fondamentale affrontarla attraverso azioni politiche e programmi di sanità pubblica, col coinvolgimento di tutti i professionisti di area psicologica.

di Enrico Maria Secci