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Terapie avveniristiche o ritorno al medioevo? Le cure con le sanguisughe riconosciute dalla medicina

Questi invertebrati vengono usati per migliorare la circolazione del sangue e come anticoagulanti grazie a delle sostanze speciali contenute nella loro saliva, che fuoriescono mentre succhiano il sangue del paziente

Terapie avveniristiche o ritorno al medioevo? Le cure con le sanguisughe riconosciute dalla medicina

Nessun balzo indietro nel tempo: le sanguisughe oggi vengono utilizzate per alcune problematiche di salute a supporto della medicina convenzionale perché accelerano i processi di guarigione oppure perché allontanano problematiche circolatorie, incluse quelle collegate agli interventi di chirurgia plastica e di microchirurgia.
Già nel lontano passato, ai tempi degli egizi, l’uomo ricorreva al loro aiuto per scopi curativi: contro la depressione, per combattere i malumori, per eliminare dall’organismo impurità o liquidi che intossicavano il corpo. Più di “recente”, nel diciottesimo secolo, erano richieste in Francia per i trapianti di lembi cutanei. Intorno al 1980 sono tornate alla ribalta e oggi la medicina ufficiale le usa soprattutto dopo gli interventi chirurgici della mano grazie alla loro capacità di succhiare il sangue e di rilasciare tramite la saliva un anticoagulante che agisce come fluidificante e che facilita la circolazione.

Terapia della sanguisuga

Le pratiche di stregoneria sono lontane dalla terapia medica effettuata attraverso l'applicazione di sanguisughe su particolari zone cutanee del paziente da cui succhiano il sangue. Si tratta di sanguisughe ad hoc, allevate a scopi medicali quindi in ambienti super controllati. Questi invertebrati forano la pelle con i piccoli denti e iniziano il “prelievo” ematico. Di solito i trattamenti vanno da 20 a 45 minuti e l’azione curativa è dovuta sia al prelievo ematico che consente di far defluire dall'organismo le sostanze dannose e di eliminare ristagni a livello circolatorio e linfatico sia a delle sostanze contenute nella saliva delle sanguisughe e rilasciate nell’organismo. Tra queste ultime spiccano l'irudina dall’azione anticoagulante e l'eglina dagli effetti antinfiammatori e analgesici, a cui si aggiungono altri principi attivi che hanno proprietà vasodilatatrici e antispasmodiche.

Giovamenti

Le sanguisughe sono efficaci per aumentare la circolazione sanguigna ed eliminare i coaguli, migliorando la circolazione e prevenendo la morte dei tessuti. Non a caso questa terapia trova applicazioni per trattare molti disturbi circolatori e le malattie cardiovascolari. Ad esempio è impiegata nei pazienti diabetici gravi, che hanno problemi circolatori e di conseguenza il flusso sanguigno diventa gravemente limitato, e nei casi più compromessi il tessuto colpito può morire (con conseguente amputazione). Il modo più efficace per fermare questo processo è aumentare la circolazione ai tessuti interessati senza il rischio di coaguli, anche ricorrendo alle sanguisughe. L’irudina contenuta nella saliva della sanguisuga “assottiglia” il sangue e ne impedisce la coagulazione. Poiché le persone con diabete tendono ad avere sangue più denso, può aiutare ad alleviare la pressione sul cuore e sul sistema cardiovascolare fluidificando il sangue.
Questi invertebrati sono utilizzati dopo gli interventi di chirurgia plastica e in altri interventi di microchirurgia sempre per prevenire la formazione di coaguli di sangue, aiutando le ferite a guarire. In alcuni casi favoriscono anche la connessione di arterie e minuscole vene di mano e polso nelle situazioni in cui l’arto viene reimpiantato dopo incidenti di varia natura. La terapia con sanguisughe è poi consigliata per il trattamento di alcune patologie venose, come la problematica delle vene varicose, e patologie artrosiche. Ma non finisce qui. Le sanguisughe sono diventate diffuse per accelerare la guarigione dopo la chirurgia ricostruttiva di naso, fronte, seno, guance, dita di mani e piedi.

Effetti collaterali

Questa terapia non è la panacea di tutti i mali e non è indicata per tutti i pazienti, nello specifico è sconsigliata alle persone con anemia, con condizioni di coagulazione del sangue o arterie compromesse, nei bambini, nelle donne in stato di gravidanza e nelle persone immunodepresse.
Non risultano effetti collaterali gravi, ma si può scoprire durante o dopo il trattamento con la sanguisuga di essere allergici alla sua saliva, oppure qualcosa potrebbe andare storto dopo un ciclo di terapia e la ferita potrebbe faticare a chiudersi, con ulteriore perdita di sangue. Per tutti pazienti a cui giova questa terapia, l’unico effetto antipatico è che quando questi invertebrati allentano il morso lasciano piccole ferite a forma di Y, che però guariscono in poco tempo senza lasciare cicatrici.