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Lo sai che non serve il bisturi per rifarsi il naso? Che cos’è la profilo plastica non chirurgica

Gli specialisti in chirurgia estetica di Megaestetic spiegano quali alternative ci siano all’intervento: soluzioni meno invasive e che offrono risultati più immediati

Rinofiller e profiloplastica non chirurgica
Foto Shutterstock.com

E' un dato di fatto, ormai, che la tendenza della medicina sia quella di impegnarsi nella ricerca di soluzioni meno invasive e che offrano risultati più immediati e, possibilmente, con il minor impegno e risentimento fisico possibili.

Se ciò è valido anche per il settore dell'Estetica, occorre però ammettere che in molti, forse troppi casi, delle aggressive azioni di marketing propongono soluzioni non propriamente efficaci, mediante la tecnica della "pillola indorata".

Ecco che i vari ritocchi della cosiddetta "pausa pranzo" diventano, per molti, fonte di delusione e frustrazione. Infatti, spesso questi ritocchi si traducono in trattamenti poco efficaci, giacché proposti con un entusiasmo più tipico del modello commerciale che del rigore medico-scientifico.

Perché questa premessa?

Perché lo scopo della nostra rubrica vuol essere quello di raccontare, quanto più semplicemente possibile, il mondo della Medicina e della Chirurgia Estetica, rappresentandolo per quello che è, lontani da scopi commerciali e vicini alle reali esigenze dei pazienti che si rivolgono a noi o che cercano informazioni su internet.

Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato di un mondo, quello dei filler e del cosiddetto “botox”, argomento da noi trattato perché realmente convinti dell’efficacia di questi trattamenti, quando eseguiti con le corrette indicazioni, lo studio minuzioso e le giuste aspettative.

Gli utilizzi dell’acido ialuronico

Oggi ritorniamo su quel filone, raccontandovi più specificamente quali possano essere gli utilizzi dell’acido ialuronico sul naso e, assieme ad esso, sul profilo del volto, ivi compresi mento e bocca. 

Ebbene sì, ritornando sul concetto di apertura di questo articolo, in questo caso ci troviamo - realmente! -  di fronte ad una vera e propria invasione di campo della medicina estetica rispetto alla chirurgia estetica.

Il naso era, infatti, un tempo appannaggio esclusivo della chirurgia plastica e nessuno si sarebbe immaginato di poter cambiare la sua forma con dei semplici trattamenti iniettivi.

Il rinofiller 

Nasce così il Rinofiller, ovvero un trattamento che consente di modificare la forma del naso mediante l’iniezione di filler a base di acido ialuronico.  

Premesso, come già raccontatovi nel precedente articolo della nostra rubrica, che si tratta di prodotti riassorbibili, i filler a base di acido ialuronico consentono di addolcire un gibbo (più comunemente chiamato “gobba”) troppo accentuato, di correggere alcune irregolarità della punta o di sollevarla leggermente, di ridurre alcune asimmetrie sul piano frontale, di minimizzare difetti esito di precedente chirurgia.

Si tratta di correzioni che devono essere discusse e studiate insieme ai vostri medico estetico o chirurgo estetico di fiducia, che sapranno consigliarvi basandosi sia sulle tecniche disponibili e, non ultime, sulle vostre aspettative. Qualora queste ultime fossero infatti impossibili da raggiungere col semplice trattamento iniettivo, occorrerà fare una valutazione chirurgica per un’eventuale rinoplastica.

Restituire al volto un maggior equilibrio

Oltre al Rinofiller, con l’acido ialuronico è possibile anche restituire al volto un maggior equilibrio tra naso, bocca e mento, in tutti quei casi, per esempio, in cui una bocca fosse poco proiettata o un mento troppo sfuggente. Un riempimento di queste due unità anatomiche potrà in questo modo migliorare l’armonia del profilo nell’ambito di una vera e propria “profiloplastica non chirurgica”.

Anche in questo caso, però, occorre non soccombere di fronte all’allettante proposta “non chirurgica”, perché alcuni dismorfismi, chiamiamoli difetti o alterazioni morfologiche, per esempio scheletrici, possono essere approcciati solo mediante un intervento chirurgico di chirurgia plastica o maxillo-facciale. Ancor più se coesistono dei problemi funzionali, per esempio di respirazione o masticazione.

Anche in questo caso, una visita specialistica sarà fondamentale per discriminare tra i casi trattabili con l’acido ialuronico o quelli da sottoporre a chirurgia. 

E se dopo il rinofiller qualcosa non dovesse piacere?

Niente paura, ci viene in soccorso la ialuronidasi, un enzima che, iniettato, scioglie immediatamente l’acido ialuronico. È bene però ribadire un concetto su cui abbiamo già battuto precedentemente: il modo migliore per non restare delusi nella medicina estetica è approcciare ad essa gradualmente, con piccoli e graduali ritocchi che, tra uno e l’altro, consentano uno studio minuzioso del caso in esame.

Un altro elemento di sicurezza da considerare è il tipo di acido ialuronico.

Per questa ragione occorre fare due cose molto importanti: in primo luogo non approcciare badando esclusivamente al prezzo (esistono filler di inferiore qualità e basso prezzo!), in secondo luogo chiedere sempre al medico il bollino relativo al tracciamento del prodotto, che andrà custodito con cura.

Per finire, come al nostro solito, concludiamo l’articolo con degli elementi di psicologia, o forse anche culturali ed etici, ponendoci una domanda:

La perfezione è bellezza?

Ci è capitato più di una volta di visitare pazienti, perlopiù giovani, alla ricerca di una perfezione che essi stessi avevano interiorizzato come la bellezza assoluta.

Ma davvero siamo convinti che una linea dritta piuttosto che una lieve curva sul dorso di un naso sia da interpretare come linea ideale?

Davvero vogliamo credere che un naso con lieve gibbo su un bel viso maschile, magari caratterizzato da lineamenti delicati e tendenti al femminile, possa giovare di una correzione rettilineizzante? O forse possiamo pensare che proprio quel naso caratterizzi, accresca e perfezioni una mascolinità dai lineamenti delicati?

Beh, paradossalmente, proprio in questo caso, il rinofiller può rappresentare una garanzia, poiché davvero si può tornare indietro.

Forse, però, occorrerebbe soffermarsi a riflettere se da un punto di vista mediatico, social-mediatico, di marketing e sociologico, vi siano delle responsabilità nell’insorgenza delle nuove e sempre più frequenti problematiche giovanili, che si palesano come un’incapacità di vedersi e valutarsi in maniera reale, obiettiva, spesso raggiungendo, così, quella che definiamo “dismorfofobia”.

Essa è caratterizzata dalla preoccupazione, spesso davvero eccessiva, che segue alla percezione di difetti corporei che sono lievissimi o non esistono proprio.

Ciò può generare come conseguenza una forte inibizione comportamentale, con condotte di evitamento nei confronti di tutte le attività, sia intime che di socializzazione.

Occorre davvero rifletterci su.

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