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Protezione solare: gel, spray, sieri e schiume, ma anche le app. Tutte le novità per l’estate

Schermo solare non solo in spiaggia ma anche e soprattutto per chi vive in città dove tra inquinamento e raggi solari a picco si prevedono temperature record

TiscaliNews

I dermatologi non fanno che ripetercelo: la protezione solare va usata tutto l’anno e non solo al mare. Questo resta però il periodo dell’anno in cui la pelle invecchia di più e di colpo, rischia di coprirsi di macchie e cheratosi, oltre ad essere più esposta ai tumori provocati proprio dall’incauta esposizione al sole. Insomma, le classiche creme solari così come le abbiamo conosciute fino ad oggi, dotate di schermi contro i raggi ultravioletti di tipo B ed A, sono ancora indispensabili ma non bastano più.  La controprova ce la fornisce la stessa pelle che da giugno in poi segnala nuovi disagi, dalla secchezza all’esfoliazione, dal prurito a colorito disomogeneo fino alla moltiplicazione delle rughe, che gli specialisti della società italiana di medicina estetica all’ultimo congresso di maggio hanno battezzato “City Sindrome” (da inquinamento) che colpirebbe soprattutto i Millennials che in città si muovono con motorini o monopattini in mezzo al traffico.

Nuovi ingredienti

Le buone abitudini da coltivare sono sempre le stesse: evitare di stare sotto il solleone, bere molta acqua, consumare più frutta e verdura e, ovviamente, usare schermi a largo spettro di protezione e non solo dai raggi UV, completi anche di ingredienti anti smog, come sostanze antiossidanti e antiinfiammatorie. Questi nuovi prodotti sono anche più  comodi da usare, idratano la pelle senza ungerla e danno sollievo durante la stagione più calda dell’anno. Il cambiamento si apprezza constatando che gli ingredienti anti inquinamento inseriti nei prodotti di cosmesi raggiungeranno gli 870,4 milioni di dollari entro la fine del 2022 e il mercato mondiale dei prodotti solari raggiungerà i 787,0 milioni di dollari entro i prossimi 4 anni.

Lo smog aumenta i rischi per la salute della pelle

Nel 2021, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha aggiornato le sue linee guida sulla qualità dell'aria fornendo indicazioni e limiti globali sui principali inquinanti atmosferici che presentano rischi per la salute, tra cui i particolati (PM2,5 e PM10), l’ozono, il biossido di azoto (NO2), l’anidride solforosa (SO2) e il monossido di carbonio. L’inquinamento, elemento preponderante dell’esposoma (una sorta di genoma ambientale, dettato dalla somma delle aggressioni ambientali sull’organismo, pelle inclusa), è sempre più preso in considerazione dai ricercatori delle industrie cosmetiche e questo è il mese in cui lo shopping anti sole si avvia verso nuove opzioni di schermi evoluti, ad azione mirata non solo contro i raggi ultravioletti ma anche protettori del nostro “genoma ambientale”. 

Gel, schiume e paste

Quali, dunque, le novità per l’estate 2022? Si va dai filtri protettivi ad alto livello di comfort sensoriale immediato, apprezzabile al tatto ma anche all’udito e alla vista, agli ingredienti anti smog e anti calore. Nuovi, ad esempio, i prodotti solari per i bambini che scoppiettano sulla pelle, le gocce protettive da aggiungere alle creme idratanti per la città, i gel ultra trasparenti che soppiantano definitivamente le creme e le paste bianchicce, le emulsioni vellutanti e i sieri dall’effetto rugiada. Inoltre nuovissime piattaforme online e alle APP che ci forniscono dati sulla qualità dell’ambiente (smog, temperature, pollini e incendi) in chiave ‘exposoma cutaneo’. Infine è arrivata la svolta nell'uso di ingredienti che non danneggiano i fondali marini, certificati da enti terzi.