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Le vittime di femminicidio conoscono quasi sempre il loro killer: nel 72% dei casi è il partner o l’ex

Nel 2021 103 femminicidi, uno ogni tre giorni, dato stabile da anni. Solo il 15% dei responsabili ha qualche forma di dipendenza da droghe

TiscaliNews

Come dimostrano i casi di cronaca nera anche più recenti, è davvero raro che un femminicidio sia compiuto da un estraneo. La mano armata nel 72,3% dei casi è di un partner o di un ex. Se a questo dato si aggiunge la percentuale dei casi in cui il responsabile è un familiare si arriva alla quasi totalità (82,3%). In larghissima maggioranza (76,4%) l'omicida è un italiano. Nel 47,6% dei casi l'uomo ha un lavoro stabile. Mentre solo il 15% dei responsabili della violenza sulle donne ha una qualche forma di dipendenza da droghe.

Una ogni tre giorni: dato stabile

Dati, quelli diffusi dalla rete dei centri antiviolenza D.i.Re, che si aggiungono agli altri diffusi dal Viminale sulla terribile conta delle vittime di femminicidio: oltre 103 da inizio anno, una ogni tre giorni. "A conferma che la violenza è un fenomeno strutturale come diciamo da sempre" sostiene la Rete dei centri antiviolenza che riunisce 84 organizzazioni con 111 centri antiviolenza ed oltre 60 case rifugio in 19 regioni.

Flessione a causa del Covid

Sono oltre 20.000 le donne accolte da questi centri nel 2020, un dato in lieve calo. Mentre sono state molte meno le donne che hanno fatto il loro primo accesso ai centri antiviolenza nel 2020, passate da 14.431 nel 2019 a 13.390 (- 7,2%). Per la prima volta si registra una flessione rispetto all'anno precedente, senz'altro da mettere in relazione con il periodo di lockdown che ha caratterizzato il 2020 e non ha certo visto diminuire le violenze tra le mura domestiche.

Ancora in attesa del nuovo Piano antiviolenza

Per la rete dei centri antiviolenza sono molte le criticità nel sistema italiano nel contrasto alla violenza, come osserva la presidente Antonella Veltri: "Siamo ancora in attesa dell'uscita del nuovo Piano nazionale antiviolenza, essendo il vecchio piano scaduto nel 2020 e dunque da quasi un anno. Un irreparabile ritardo che ha messo e mette in difficoltà tutte noi, non solo per la disponibilità e l'accesso ai fondi, ma soprattutto per l'impossibilità di programmazione e pianificazione degli interventi".

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Il fenomeno della vittimizzazione secondaria

D.i.Re oggi oltre ai dati ha presentato anche il suo nuovo "Osservatorio sulla vittimizzazione secondaria" poiché sono "le istituzioni che dovrebbero supportare le donne nel momento in cui decidono di interrompere la violenza, tribunali civili e anche i servizi sociali, ad agire comportamenti che rivittimizzano le donne". E lancerà il 24 novembre una maratona Facebook in cui i centri antiviolenza aderenti alla rete avranno modo di presentare il proprio lavoro, mentre il 27 novembre le volontarie parteciperanno alla "grande manifestazione" di Non una di meno prevista a Roma "per ribadire ancora una volta che il sistema antiviolenza così com'è non funziona se le donne continuano a essere uccise".

I dati agghiaccianti

Dal 1 gennaio al 14 novembre delle 103 vittime di femminicidio 87 sono state uccise in ambito familiare, di queste 60 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. Analizzando gli omicidi in generale si è registrato un lieve decremento nel 2021 (-2%) visto che sono passati da 265 a 252 ma si registra un lieve aumento delle vittime donne, passate da 100 a 103 (+3%). Un dato tristemente destinato ad aumentare visto che negli ultimi giorni, sono morte altre tre donne per “mano amica”.

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