Qatar 2022, donne protagoniste fuori e dentro il campo: giovedì Stephanie entra nella storia

Una donna (francese) dirigerà una partita: la prima volta di sempre. “Se questo può far accadere le cose...", ha detto. Un segnale importante mentre in Iran le donne lottano per i loro diritti e i calciatori vengono minacciati perché solidali

L’immagine delle donne in questi discussi Mondiali di Qatar 2022 risulta sempre più al centro dell'attenzione. Non solo perché sono salite alla ribalta attraverso il gesto dei calciatori dell’Iran che al loro esordio contro l’Inghilterra, il 21 novembre scorso, si sono astenuti dal cantare l’inno nazionale per solidarietà con le loro concittadine in lotta, ma anche perché, per la prima volta, una donna arbitrerà una partita del Campionato del mondo di calcio. Per altro in una realtà geografica dove il ruolo femminile è ancora visto ampiamente in maniera subalterna.

La prima arbitro donna

La francese Stephanie Frappart è stata designata, infatti, a dirigere Costarica-Germania, partita della terza giornata del girone E, fissata per il 1 dicembre. La Frappart è una delle tre donne chiamate in qualità di direttrici di gara alla manifestazione del Qatar e inserite tra i 36 della cerchia arbitrale. Le altre sono la giapponese Yoshimi Yamashita e la ruandese Salima Mukansanga. Nessuna, finora, era stata scelta però per arbitrare un incontro. Tutte hanno svolto il ruolo di quarto uomo.

Il ruolo rivoluzionario di Stephanie 

L’esordio della giovane francese alla direzione di una partita ufficiale dei Mondiali suona dunque come un grande passo avanti per l’affermazione delle donne anche in questo settore sportivo di altissimo livello.

"È un segnale forte da parte della Fifa avere donne arbitri in Qatar - aveva commentato Frappart, a suo tempo, una volta appresa la notizia  - Non sono una portavoce femminista, ma se questo può far accadere le cose...". Una affermazione che evidenziava la consapevolezza di poter svolgere un ruolo importante e rappresentare un esempio per le giovani generazioni. Un modello per le ragazze del futuro intenzionate a percorrere le sue orme.  

Chi è la direttrice di gara

Il curriculum di Stephanie, 38 anni, è notevole. La sua è stata una carriera folgorante. Esordisce nella seconda divisione francese nel 2014 ed è la prima arbitra a calcare quel terreno di gioco nel Paese transalpino. Nel 2019 passa nella Ligue 1 maschile. Nel 2019 dirige la sua prima gara nella Supercoppa Europea, nel 2020 dirige in Champions League (a dicembre) e nella finale della Coupe de France (a maggio).

Si tratta insomma di un personaggio affermato sulla scena arbitrale del grande calcio francese ed europeo. Ora arriva la consacrazione Mondiale e, sicuramente, sarà solo un nuovo inizio.

Un pensiero alle lotte delle donne iraniane

Chissà che l’esempio di Stephanie Frappart non dia un contributo anche alle lotte che le donne conducono in molte parti del mondo per conquistare i loro diritti e la loro libertà. Lotte che vengono spesso contrastate, anche bloccando gesti di solidarietà. Ultimamente i giocatori dell’Iran hanno cantato l’inno, pur senza – è sembrato di vedere - particolare calore.  All'inizio del Mondiale non l'avevano fatto per dimostrare solidarietà alla lotta delle donne iraniane. Stando a una fonte della Cnn – si apprende da una agenzia Agi – sarebbero stati minacciati di ritorsioni contro le loro famiglie se non lo avessero fatto. In pratica – si legge nell'agenzia – i familiari sarebbero potuti finire in carcere ed essere torturati. Per tenere sotto controllo la situazione, il governo di Teheran avrebbe addirittura arruolato decine di agenti per monitorare i giocatori impegnati nei mondiali.