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Fa irruzione durante il tg russo e lancia il messaggio “No alla guerra”. La giornalista multata e rilasciata

Il giorno dopo il fermo, la giornalista ricompare in uno scatto pubblicato dalla Bbc. Sotto processo, rischia fino a dieci giorni di carcere. Prima del suo gesto aveva postato un video sui social spiegando il motivo della sua protesta

TiscaliNews

Il coraggio oggi ha il volto di una donna russa: Marina Ovsyannikova. Una giornalista che non dobbiamo dimenticare perché gravi potrebbero essere le conseguenze del suo gesto. Di sicuro si sa che è stata arrestata e interrogata per avere fatto irruzione in diretta televisiva durante Vremya, il principale telegiornale russo, alle spalle della conduttrice Ekaterina Andreeva, rimasta impassibile, urlando "Fermate la guerra! No alla guerra" e mostrando un cartello con su scritto "Non credete alla propaganda, qui vi mentono".

Il rilascio

La donna sarebbe stata processata presso il tribunale Ostankino di Mosca e, secondo fonti del palazzo di giustizia, condannata al pagamento di una multa di 30 mila rubli (circa 255 euro) per manifestazione non autorizzata. Nell'immagine che rimbalza sui social e che è stata pubblicata dalla Bbc la donna si trova in tribunale con il suo avvocato. Successivamente sono state pubblicate alle immagini del suo rilascio. Il rischio è che la vendetta di Putin si abbatta su di lei nei prossimi giorni, quando il clamore per il suo gesto si sarà allentato. Pende comunque su di lei l'apertura di un procedimento penale secondo la nuova legge sul controllo dell'informazione voluta da Putin per silenziare ogni forma di dissenso.
Intanto Marina Ovsyannikova, all'uscita del tribunale, ha confermato le accuse e ha raccontato la sua esperienza: "Sono state ore molto dure. Ho passato due giorni senza dormire. Sono stata interrogata per oltre 14 ore e le autorità non mi hanno permesso di entrare in contatto con persone vicine e parenti. Non mi hanno concesso alcun aiuto legale".

Il video postato prima del gesto

Ovsyannikova ha lavorato per anni a Channel One proprio in uno dei tg russi della rete. Sui social, prima dell'irruzione, ha pubblicato un video spiegando che il padre è ucraino e invocando proteste contro la guerra. "Siamo russi, intelligenti e in grado di pensare. Solo noi abbiamo il potere di fermare questa follia. Non ci possono mettere tutti in prigione. Quello che sta succedendo ora in Ucraina è un crimine. E la Russia è un paese aggressore. E la responsabilità di questa aggressione è di una sola persona: Vladimir Putin", dice nel video.

Il pentimento e la denuncia

“Purtroppo negli ultimi anni ho lavorato al Pervyj kanal (la principale emittente televisiva russa pubblica), facendo propaganda per il Cremlino, e ora me ne vergogno molto. Sta a noi fermare questa follia. Andate alle manifestazioni. Non abbiate paura di niente. Mi vergogno di aver permesso la diffusione di bugie tramite la televisione. Ho permesso che il popolo russo fosse trasformato in un popolo zombie”, ha concluso nella sua video testimonianza.

Ma Ovsyannikova non è l'unico volto noto della tv russa ad aver detto no. La giornalista e conduttrice russa Lilia Gildeeva del canale televisivo Ntv, filo-Cremlino, si sarebbe dimessa poche ore fa. La reporter, 45 anni, lavorava per Ntv dal 2006. A renderlo noto è Nexta, un network visibile nell'Europa dell'Est.

Un’altra donna russa nei giorni scorsi era stata arrestata nonostante i suoi 77 anni, Yelena Osipova. Pare che, appena liberata, l’anziana attivista sia tornata in piazza a protestare contro la guerra in Ucraina.