Milleunadonna

Candidate perché “mogli di”? La furia di Piccolotti e Di Biase: “Maschilismo”. E Giorgia Meloni bacchetta Letta

Le due rappresentanti politiche, mogli di Fratoianni e di Franceschini, passano al contrattacco. "Il famoso collegio uninominale non era per me, ma per Cucchi e Soumahoro”, fa notare la prima. “Nella rosa perché è stato riconosciuto il mio impegno di questi anni”, dice la seconda. La segretaria di FdI risponde a Letta

Elisabetta Piccolotti e Michela Di Biasi (Ansa)
Elisabetta Piccolotti e Michela Di Biasi (Ansa)
TiscaliNews

Dopo le accuse e le battute al veleno ricevute in questi giorni a causa delle loro pretese candidature Elisabetta Piccolotti, moglie di Nicola Fratoianni leader di SI, e Michela Di Biase, consorte del ministro della Cultura Dario Franceschini, passano al contrattacco parlando di atteggiamento maschilista e misoginia. Lo stesso argomento utilizzato per altro da Giorgia Meloni nel rispondere a Enrico Letta a proposito di "incipriamento".

"Il famoso collegio uninominale non era per me, ma per Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro, e io ne sono davvero felice – afferma la prima in un post su Facebook - Ringrazio le centinaia di persone che mi hanno espresso solidarietà, ricordando i miei 24 anni di impegno e passione politica, tutti fuori dal Parlamento e a prescindere dal mio matrimonio con Fratoianni".

“Per molti anni – scrive la seconda sullo stesso social - ho scelto di non commentare articoli di giornali e le tante parole spese sul mio conto quando, ad ogni passaggio che ha contraddistinto il mio impegno politico, sono stata descritta come la ‘moglie di’ o ‘Lady Franceschini’. Ora però non posso non farlo, non soltanto perché le reputo profondamente ingiuste ma perché proprio contro questo atteggiamento misogino e maschilista ho sempre lavorato, nelle istituzioni con atti a sostegno delle donne e contro la discriminazione delle nostre ragazze in ogni campo. Non posso tacere perché sono madre di figlia femmina e l’esempio che voglio dare a lei e alle bambine come lei è che nessuno può permettersi di svilirci, sminuirci, mettere in discussione ciò che siamo, il lavoro che abbiamo fatto, i nostri sogni”.

Coppie in politica

Piccolotti e "gli utili idioti"

Per quanto riguarda l’esponente di SI la sua dichiarazione viene riportata anche dal Fatto Quotidiano.  “A credere a quello che scrivono certi campioni destrorsi, renziani e pentastellati si può finire, anche inconsapevolmente, a fare la parte degli utili idioti del sistema mediatico e di potere di questo Paese”.

La Piccolotti parla di “sistema maschilista e sessista”, ed aggiunge: “Non sono preoccupata del putrido fango che mi è piovuto addosso, ma che ciò possa nuocere alla sinistra, all’ecologismo e alla comunità di uomini e donne che con tante fatiche e tanti sacrifici hanno lottato affinché le nostre proposte avessero una rappresentanza autonoma e forte”.

Le parole di Di Biase

Una posizione analoga a quella di Michela Di Biase.  “Sì, sono la moglie di un uomo che come me fa politica, ci siamo conosciuti grazie alla militanza – afferma la compagna di Franceschini - Non lo conoscevo ancora quando per la prima volta mi sono candidata nel mio Municipio, a 26 anni, unendo all’impegno politico, l’università e il lavoro”. Ricorda poi le tappe della sua carriera politica, fino all’elezione in Consiglio comunale a Roma e a ricoprire la carica di capogruppo Pd e conquistare il posto in Consiglio regionale. “Nominata? No votata”, dice. “Descrivermi come la moglie di” non può essere altro che “frutto di cultura maschilista. Ed è ingiusto”.

"Disconoscere la nostra storia" perché donne

Si tratta, ad avviso delle due candidate, di una narrazione inaccettabile che mira a descrivere le donne non attraverso la loro storia ma tramite quella dell’uomo che hanno accanto.

“Il Pd – sostiene Di Biase – mi ha inserito nella rosa di nomi per le candidature alle prossime politiche, e di questo sono orgogliosa e grata” Perché “è stato riconosciuto il mio lavoro ed il mio impegno di questi anni”.

Di misogenia parla anche Giorgia Meloni riferendosi a Letta

Di misoginia ha parlato anche Giorgia Meloni nel rispondere al segretario del Pd Enrico Letta che aveva detto – riferendosi al posizionamento in politica estera del suo partito - che la leader di Fratelli d’Italia “sta cercando di incipriarsi’. La risposta: “Al netto della misoginia che questa frase tradisce e dell’idea secondo la quale una donna dovrebbe essere attenta solo a trucchi e borsette, il vostro problema è che non ho bisogno di ‘incipriarmi’ per essere credibile. La posizione di Fratelli d’Italia in politica estera  è coerente ed estremamente chiara”.