Milleunadonna

Non è la festa della donna e non c’è niente da festeggiare. Cosa resta da celebrare in questo otto marzo

È la Giornata internazionale dei diritti della donna, un otto marzo che non può non essere dedicato alle profughe ucraine ma anche l’occasione per lottare contro il fenomeno delle spose bambine e ricordare il numero antiviolenza 1522

Sarà perché i media non fanno che proporre immagini di profughe in lacrime e in fuga dall’Ucraina, alternate a quelle di vecchie signore e madri arrestate in Russia per avere manifestato contro la guerra di Putin, ma non ci pare che ci sia niente da festeggiare. Oggi, otto marzo, non è la festa della donna e non lo è mai stata. È la Giornata internazionale dei diritti della donna e nel 2022 sarebbe bello non doverla più celebrare.

La triste conta delle vittime

Sarebbe bello non dovere ricordare le vittime di femminicidio, di violenza domestica, il divario salariale con gli uomini, la quasi assenza femminile dai consigli di amministrazione di aziende a tutti i livelli e tutte le altre forme nelle quali si coniuga la discriminazione di genere. E invece anche quest’anno di tocca fare la conta delle donne ammazzate per mano maschile, quella mano che diceva di amarle e voleva invece costringerle dentro un recinto. Ci tocca anche in un anno in cui avevamo appena finito di fare il conto di quanto fossero aumentate le violenze domestiche con la pandemia, e adesso dobbiamo assistere all’esodo di donne ucraine in fuga dal loro paese invaso dalla Russia.

Ucraina: 8 marzo, le donne in prima linea

Questo otto marzo non può quindi non essere dedicato a loro, le donne ucraine: quelle che da anni vivono e lavorano in Italia e quelle che stanno fuggendo dalla barbarie della guerra con i figli al collo e gli anziani genitori al seguito. Angela Kotyk è presidente di Aiutiamoli a vivere, l'associazione che da anni fa da ponte con l'Italia per ospitare i bambini che vengono dall'area di Chernobyl. "Quando sono stata svegliata alle 5 del mattino del 24 febbraio, ho pianto tantissimo". Un attimo dopo Angela ha solo pensato ad una cosa: "Sapevo che dal giorno dopo le frontiere ucraine sarebbero state assalite dai profughi, soprattutto da mamme con bambini". Uomini e giovani, infatti, rimangono a combattere. La risposta del Trentino e dei trentini - assicura Angela - è stata encomiabile: "Provincia, Comune, Cinformi... tutti hanno raddoppiato gli sforzi: non posso che dire grazie. Non sapete quante famiglie mi hanno chiamato per dirmi che mettevano a disposizione un appartamento, una camera da letto. Così, senza chiedere nulla in cambio". "A Trento ho ricevuto un'accoglienza stupenda", racconta Oxana, ora ospite all'ostello di Trento con le due figlie, due nipotini ed un terzo in arrivo: "I nostri mariti, i nostri figli, sono rimasti tutti in Ucraina a combattere. La speranza è di tornare presto in patria per poterli riabbracciare".

ActionAid: “Non sono spose ma sono bambine”

E come non parlare delle spose bambine? "Ogni anno 12 milioni di bambine si sposano prima di compiere 18 anni. 33 mila ogni giorno, significa che ogni minuto 23 ragazze vengono derubate della loro infanzia e del loro futuro: 1 ogni 3 secondi. Numeri spaventosi che nel mondo riguardano 650 milioni di spose bambine. Sono bambine che rischiano la vita per via delle gravidanze precoci e che vedono negati i propri diritti all'educazione, a una vita senza violenza. Un fenomeno che non tocca solo paesi lontani, ma che riguarda da vicino anche ragazze e adolescenti in Italia, come testimoniato dal caso di Saman Abbas, in provincia di Reggio Emilia: i matrimoni precoci in Italia sono più di 150 ogni anno". Per questo ActionAid insieme a Claudia Gerini ha deciso di dare vita alla campagna "Non sono spose, sono bambine", che ha l'obiettivo di garantire a migliaia di bambine il sostegno per andare a scuola e crescere in un ambiente sicuro, all'interno delle proprie comunità e delle proprie famiglie.

Campagna per il numero antiviolenza 1522

Ma la Giornata della donna è anche, e sempre, l’occasione per ricordare il numero antiviolenza. Differenza donna, l'associazione che gestisce il numero antiviolenza 1522 del Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla vigilia dell'8 marzo ha lanciato il progetto "Accanto alle donne per davvero", che prevede una collaborazione con Acqua Rocchetta proprio per promuovere la conoscenza della linea telefonica. Verrà lanciata una importante campagna di comunicazione attraverso tutti i media tradizionali (TV, Radio, Stampa) e digitali (Web e Social Media). Sono previste anche altre iniziative: dalla sensibilizzazione contro stereotipi e pregiudizi di genere, al sostegno concreto per l'ospitalità nelle Case rifugio e l'accoglienza nei Centri antiviolenza gestiti da Differenza Donna.