Addio belli e cattivi, così il Covid ha cambiato le priorità dei single: cosa vuole oggi chi cerca un fidanzato

Cresce la ricerca di un partner maturo e stabile, la bellezza conta meno. La pandemia "ha innescato una maturazione post-traumatica epocale"

Foto Ansa
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TiscaliNews

L'esperienza del Covid ha cambiato le priorità dei single americani e oggi tra le caratteristiche che si cercano in un partner si fa strada la maturità emotiva e la stabilità, anche economica. Diminuisce, invece, l'interesse per la bellezza fisica: se nel 2020 il 90% dei single ha classificato "essere attraente" come una qualità importante che deve avere il partner, ora lo considera tale "solo" il 78%.

Maturati per forza

A fotografare il punto di vista dei single è l'XI Rapporto Match's Singles in America, promosso da Match (gruppo che gestisce siti di incontro come Tinder e Meetic) in collaborazione con il Kinsey Institute, e condotto da Dyanta su oltre 5.000 single negli Stati Uniti di età compresa tra 18 e 98 anni. "Il Covid ha innescato una maturazione post-traumatica epocale", afferma in una nota Helen Fisher, Chief Science Advisor di Match.

Addio ai cattivi ragazzi

"I single hanno rivalutato loro stessi e i loro piani. Sono cresciuti. Non cercano più i cattivi ragazzi e le cattive ragazze, vogliono qualcuno con i piedi per terra, di mentalità aperta e impegnato". In particolare, l'83% dei single reputa la maturità emotiva una caratteristica importante per una relazione duratura; per il 33% è la più importante. La stabilità finanziaria è fondamentale per il 35% dei single. Il desiderio di uscire con qualcuno che guadagna tanto quanto loro è aumentato soprattutto tra i maschi: dal 60% nel 2019 all'82% di oggi; per le donne l'incremento è stato dal 78% all'87%. Il 73% dei single afferma di avere imparato, nell'ultimo anno, a dare priorità alle cose importanti della vita. Il 66% si prende più cura della sua salute mentale, oltre la metà (53%) afferma di essere più bravo a prendersi cura della propria salute fisica e di aver dato priorità anche alla cura degli altri. Il 62% ha rafforzato i rapporti con la propria famiglia nell'ultimo anno.