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La famosa blogger russa, vittima della censura Putin: rischia 15 anni per non avere taciuto sull’Ucraina

Veronika Belotserkovskaya, in arte Belonika, è accusata di divulgare fake news sulla guerra in Ucraina. Potrebbe diventare la prima vittima delle nuove norme draconiane sulla censura

TiscaliNews

Ha criticato duramente l'aggressione all'Ucraina e accusato Vladimir Putin di "trasformare ragazzi di 18, 20 anni in carne da macello", riferendosi ai giovani soldati mandati allo sbaraglio sul campo di battaglia. Veronika Belotserkovskaya, 51 anni, popolarissima blogger russa, rischia ora 15 anni di carcere, con l'accusa di divulgare fake news sulla guerra. Incriminata, potrebbe diventare la prima vittima delle nuove norme draconiane sulla censura introdotte dal Cremlino, quelle che vietano qualunque critica rivolta all'invasione russa e alle decisioni del presidente.

Un milione di follower

Conosciuta come Belonika, o semplicemente Nika, la donna è diventata famosa parlando di cibo e di lifestyle, consacrandosi come una delle influencer più seguite sui social media in Russia con quasi un milione di follower solo su Instagram. Sono proprio queste le figure che, contrastando la narrativa ufficiale della crisi ucraina, fanno più paura al sistema di potere putiniano. Sui suoi profili social Belonika ha sostituito la sua immagine con quella del simbolo della pace, contestando le autorità che hanno deciso di perseguirla solo perché - scrive - è "una persona perbene": "Non considero la gente dell'Ucraina mia nemica - afferma - ma li considero miei fratelli e sorelle".

Russa orgogliosa ma originaria di Odessa

Autrice anche di alcuni libri divenuti best seller, la food blogger spiega di essere originaria dei Odessa, una delle città ucraine nelle ultime ore nel mirino delle forze di Mosca, ma si definisce come "una russa orgogliosa". Questo però non le impedisce di manifestare con forza contro l'aggressione ordinata da Putin, trasformando i suoi post in veri e propri manifesti contro la guerra. Questo in un Paese dove la parola guerra è ormai di fatto bandita. Ecco allora che le autorità di Mosca l'accusano di "diffondere deliberatamente tra l'opinione pubblica falsità sulle azioni delle forze armate russe, false informazioni basate sull'odio politico e sull'ostilità politica". Come quelle che tra gli obiettivi della “speciale operazione militare” scatenata dal Cremlino ci sia la popolazione civile ucraina, compresi i bambini.

Sempre più vittime della censura

Insieme a Belonika sono state incriminate altre due persone non identificate. Intanto il Cremlino ha ribadito il messaggio rivolto da Putin agli oppositori interni, agli oligarchi e a chi in queste ore, anche tra i putiniani doc, comincia a prendere le distanze dalla guerra e dalle sue conseguenze, anche economiche. "L'operazione in Ucraina - ha detto il portavoce Dimitry Peskov - servirà a portare alla luce i traditori all'interno della Russia e a purificare la società russa. In queste situazioni, molte persone si mostrano come traditori - ha aggiunto - svaniscono dalle nostre vite da soli. Alcuni lasciano i loro posti, altri lasciano il Paese. È così che sta avvenendo la purificazione. Ma la stragrande maggioranza dei russi sostiene Putin".