Non solo fastidio: il prurito può essere la spia di malattie ma solo raramente importanti

di Brigida Stagno

In alcune situazioni grattarsi può essere imbarazzante e poco educato, ma a volte non se ne può fare a meno: il prurito, definito anche come un `insopportabile solletico`, è un sintomo fastidioso, che può avere diverse origini. Se continuo e intenso, può addirittura compromettere il sonno e il lavoro, peggiorando la qualità di vita. Tra le cause più frequenti, ci sono le malattie della pelle, come l'eczema atopico, il lichen planus, la psoriasi, l'orticaria e la micosi fungoide. E' quindi al dermatologo che bisogna rivolgersi in presenza di questo sintomo, soprattutto se ci sono lesioni cutanee evidenti. Anche i parassiti possono provocare prurito: la pediculosi del pube o del cuoio capelluto (le comunissime pulci, per intenderci), é forse la causa più comune di questo disturbo, ma anche la scabbia, in aumento in Italia, provoca lesioni pruriginose (il prurito è in questo caso tipicamente notturno), localizzate nelle zone interdigitali, palmari, malleolari e dei glutei. Nel bambino il prurito anale è dovuto soprattutto all'oxiuriasi (i vermi), mentre il prurito vulvare e vaginale può essere sostenuto sia da infezioni, sia da motivi psicologici.



Spesso il prurito è la spia di malattie più importanti
. Tipici sono il prurito degli itterici, dovuto alla ritenzione dei sali biliari, il prurito dei diabetici, localizzato ai genitali e quello dei pazienti con insufficienza renale in dialisi, causato dalla mancata eliminazione di tossine o quello localizzato alle gambe, associato a insufficienza venosa. C'é poi un prurito da allergie alimentari, intossicazione da farmaci e abuso di cocaina e eroina, da punture o morsi di insetti, quello che segue l'eccesiva esposizione al sole e che si accompagna a eritema e quello delle donne in gravidanza. In menopausa, la causa è la ridotta secrezione di sebo, che porta a secchezza della cute. Non me ne vogliano i lettori, ma per completezza scientifica e non per fare dell'allarmismo, che susciterebbe polemiche sterili, occorre aggiungere che il prurito può insorgere anche nella leucemia, nel linfoma di Hodgkin (vedi `Caro diario` di Nanni Moretti) o in altri tumori maligni. Si tratta fortunatamente di cause meno frequenti.



E attenzione ai detergenti, che possono irritare la pelle e dare prurito. I lavaggi troppo frequenti con bagnoschiuma aggressivi provocano secchezza cutanea, perché riducono lo strato lipidico della pelle. Anche l'abuso di lavande intime può alterare la flora microbica vaginale, favorendo la fastidiosissima candida e provocando prurito vulvare, così come i bagni troppo caldi che seccano la cute, o gli indumenti di lana, in grado di irritarla meccanicamente. Forse molti non lo sanno, ma il prurito può avere anche un'origine psichica: talvolta ci si gratta perché ci si sente soli o perché si è ansiosi. Nell'anziano depresso esiste una forma di prurito dovuta proprio a isolamento affettivo, a perdita di rapporti sociali, a emarginazione e senso di inutilità, frequenti nella terza età. Il prurito localizzato in sede anale, vaginale o scrotale può avere valenze simboliche anche nella persona giovane ed essere il sintomo di conflitti non risolti.



La cura dipende ovviamente dalla malattia di base. Se la causa non é chiara, servirà adottare misure più generiche, come evitare bagni troppo caldi o cambiare la marca di saponi e cosmetici o utilizzare indumenti fatti solo di fibre naturali. Le parti pruriginose vanno comunque tenute sempre idratate e lubrificate con pomate emollienti e grasse. In qualche caso sono efficaci gli antistaminici, i cortisonici, i tranquillanti e addirittura i sedativi, così come le diete di eliminazione quando si sospetta un alimento specifico che provoca allergia. Per ridurre invece temporaneamente il prurito, il modo più semplice, ma purtroppo non sempre sufficiente, è quello di immergere nell'acqua fredda la zona pruriginosa.

30 agosto 2010
 
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