Gli animali domestici migliorano la vita dei loro proprietari

di Elisabetta Rotriquenz

Qualcuno una volta ha detto: “il cane è il miglior amico dell’uomo”. Considerando tutti i “pets” (gatti, criceti, conigli, ecc.) e non solo il cane, c’è da dire che, sebbene gli animali domestici forniscano ai loro proprietari numerosi benefici diretti (ad esempio, tenendo lontani i ladri o gli animali nocivi come i ratti, ecc.), essi possono apportare anche influenze positive a livello psicologico. Infatti, alcune ricerche dimostrano che i proprietari di cani che hanno avuto un infarto, un anno dopo tale episodio muoiono in minore percentuale rispetto a chi non ha animali (rispettivamente 1% vs 7%; Friedmann e Thomas, 1995). Ugualmente, pazienti medicalizzati con animali (in particolare con cani) hanno bisogno di meno visite mediche rispetto a coloro che non hanno animali domestici (Siegel, 1990) e persone sieropositive soffrono meno di depressione rispetto a persone senza animali (Shoda, Stayton e Martin, 2011).


Una ragione per cui probabilmente i proprietari di animali hanno tanti benefici è perché l’animale rappresenta un’importante fonte di sostegno sociale. Numerose ricerche dimostrano che avere una buona rete sociale migliora la salute a livello psicologico e fisiologico. In una meta-analisi di 81 studi, alcuni autori hanno riscontrato che un buon sostegno sociale migliora le funzioni cardiovascolari, endocrine e immunitarie. A supporto di questi risultati, altri ricercatori hanno riscontrato che una scarsa rete sociale aumenta gli indici di mortalità. Inoltre un buon sostegno sociale è fortemente collegato ad un’alta autostima.


Un sondaggio condotto da Associated Press (2009, 2010) evidenzia che il 50% dei proprietari di animali considera il proprio amico “come un membro della famiglia”, il 30% riporta che l’animale dorme con sé nel letto e il 25% delle persone sposate o conviventi afferma che l’animale è un “ascoltatore migliore del coniuge”. È quindi chiaro come avere rapporti interpersonali abbia un effetto psicologico positivo sul proprio benessere, al contrario l’essere esclusi socialmente dagli altri porta a conseguenze deleterie. Quindi se l’animale è psicologicamente “vicino” al padrone, ciò può offrire benefici positivi come la vicinanza di qualsiasi altra persona. Inoltre, quando una persona si sente sola, vede il proprio animale come un modo per avere sostegno sociale. In questo senso, quando i proprietari sono soli, tendono ad umanizzare il proprio animale, presumibilmente per compensare il distacco dall’ambiente sociale (Shoda, Stayton e Martin, 2011).


D’altra parte rivolgere cure ed attenzioni ad un animale domestico permette di capire cosa significa essere responsabili di un’altra vita, spostando l’attenzione sull’utilità di ciò che si fa per l’animale con effetti positivi per la propria autostima. Gli animali si rivelano anche un sostegno morale in tanti periodi difficili della vita, ad esempio quando si perde una persona cara oppure nei momenti di solitudine. Non sempre le persone sono disponibili o in grado di comprendere i periodi di difficoltà che si possono attraversare nella vita, mentre un animale è sempre pronto ad offrire la sua compagnia ed il suo amore. Accarezzare un animale dopo una giornata carica di tensione, aiuta a rilassarsi e a lasciare da parte le preoccupazioni, abbassando i livelli di stress. Infatti, alcuni studi hanno dimostrato che accarezzare un animale, come un cane o un gatto, può abbassare la frequenza cardiaca, indurre una respirazione più lenta e profonda e abbassare la pressione sanguigna. Tutti questi effetti riducono la probabilità di avere un infarto o un ictus.


Ci sono tante persone che preferiscono non prendere un animale adducendo i più svariati motivi: “sporca, costa, ecc.”, ma in realtà il focus riguarda come ogni persona tende a soddisfare i propri bisogni. Chi fa questo tipo di valutazioni mettendo in secondo piano l’aspetto relazionale e altruistico dell’affetto per un animale, probabilmente tende a considerare solo i bisogni primari e materiali legati alla sopravvivenza, come il dormire, mangiare, guadagnare, ecc. C’è chi poi non vuole “l’impegno” di dover badare ad un animale e preferisce essere libero di gestire la propria vita senza vincoli. Altro discorso vale per chi invece vorrebbe un animale ma non può tenerlo per motivi lavorativi e quindi di disponibilità di tempo da potergli dedicare.


Un animale ha bisogno di cure e attenzioni quotidiane e non è pensabile l’idea di prenderlo per  poi parcheggiarlo a casa come un pacco. Occuparsi di un animale ha tra i tanti effetti positivi, quello di spingere una persona a fare esercizio fisico. I proprietari di animali sono più invogliati di altri a fare movimento. In particolare, un cane ha bisogno di camminare e quindi l’essere in qualche modo costretti a portarlo a passeggio fa sì che ciò si ripercuota positivamente anche sul benessere fisico del proprietario. Questo si rivela anche un modo per conoscere altre persone ugualmente amanti degli animali e con le quali condividere questa passione.


I vantaggi non sono solo per gli adulti, ma anche per i bambini. Grazie alla presenza di un animale, il bambino potrà incrementare il suo senso di responsabilità, di affetto e di empatia, migliorare le capacità comunicative e relazionali e apprendere valori positivi come la lealtà, il rispetto e l’amore per se stessi, per gli altri e per gli animali. Valori che si porterà dietro per tutta la vita e che lo renderanno una persona migliore.


 

19 aprile 2012
 
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