Le problematiche che danneggiano la coppia e le prescrizioni che riaccendono il piacere sessuale

di Roberta Giommi

Nelle prescrizioni sessuali che servono per fare riapprendere una buona sessualità, prima di procedere con le indicazioni di comportamento è necessario avere una idea esatta delle resistenze che possono essere scatenate dal contatto corporeo e dalla situazione sessuale.


Nella seduta individuale, successiva all’incontro di coppia, si procede alla comprensione del rapporto che ogni partner ha con la propria nudità e la visione dei genitali e con la nudità dell’altro/a. Si chiede se la persona prova vergogna a muoversi nella stanza dove è presente il/la partner essendo nuda/o, se prima di iniziare l’incontro sessuale chiede che la luce sia spenta e se ha una idea del perchè, se si riveste in fretta, se mette la biancheria intima restando sotto le lenzuola, se tutti e due o uno dei due corra a lavarsi appena finito il rapporto. Queste domande permettono di evidenziare eventuali fobie e disagi e di scoprire i pensieri evitanti che possono instaurarsi durante l’atto sessuale o durante i preliminari.


Si chiede inoltre se la persona ha timore di mostrarsi nuda o di farsi vedere per paura della mancanza di bellezza di alcune parti del corpo o sente invece una vergogna incontrollabile rispetto al corpo esposto e in particolare alle zone genitali. Se prova un particolare malessere se riceve la richiesta che siano guardati o toccati i genitali.


Alcune persone raccontano di provare un forte disagio riguardo ai liquidi genitali e agli odori che si producono durante l’atto sessuale. Le vergogne, gli imbarazzi, i fastidi più difficili da sconfiggere sono quelli che come un meccanismo automatico, tendono a creare in modo immediato, una resistenza.


Le deprivazioni sensoriali sono spesso legate a traumi infantili, ma anche a divieti di opinione, come quelli che sostengono che la sessualità e il piacere devono solo "accadere" e non possono essere "ricercati e costruiti".


La sessualità fatta con calma richiede una diversa esposizione corporea, una disponibilità ad essere toccati e a toccare, a guardare, annusare, muoversi. La fretta nella sessualità mostra già alcuni divieti sessuali, come si temesse, con una maggiore esposizione, di non saper fronteggiare i divieti.


A volte si suggerisce di usare un olio da massaggio per toccare il corpo dell’altra persona, con una scusa, come spalmare la crema o idratare la pelle. Questi accorgimenti servono per creare una distrazione, per abbassare le difese.


Durante la fase delle prescrizioni si chiede che le persone siano nude, si valorizza una centralità del corpo per valutare l’emergere dei divieti legati al tempo e alla esposizione della nudità. Nel colloquio individuale e di coppia si cerca di capire se alcune modalità nel fare sesso siano da collegare al bisogno di dedicare poco tempo all’incontro sessuale, di farlo solo in un modo stereotipo o veloce, proprio per evitare, attraverso la fretta, i divieti i disagi e riuscire a concludere l’atto sessuale che altrimenti sarebbe interrotto dalle proibizioni rispetto all’intimità e alla corporeità.


Anche l’uso  di profumi nella stanza o sulla persona, possono svolgere un compito importante di richiamo che può diventare facilitatore del sesso o inibitore.


Spesso un odore gradito e riconosciuto può stimolare il desiderio e costruire una facilitazione alla sessualità.


Nel colloquio è importante capire come la sessualità è considerata a livello cognitivo ed etico, dato che la stratificazione delle informazioni e delle esperienze possono avere determinato la disfunzione sessuale. Un elemento da considerare importante come motore di disfunzioni sono i pensieri che la sessualità è che il desiderio sessuale è così potente da rendere prigionieri dei desideri del corpo. Questo modello di pensiero aiuta la perversione e mette la sessualità nella patologia. La possibilità di disporre di una autorizzazione ad ascoltare il corpo, il diritto ad allontanare prestazione e competizione, il fatto di permettersi solo di sentire e ascoltare il corpo personale e dell’altro/a, rappresentano un cambiamento magico.


La coppia riferisce le esperienze e il terapeuta cerca di sottolineare gli elementi positivi e di evidenziare le sensazioni piacevoli e non gradevoli che sono state provate, chiedendo ogni volta all’altro/a di confermare e/o smentire. Se il partner conferma nasce la comunicazione positiva; le sensazioni ed emozioni sono state capite e registrate si può procedere ad ulteriori indicazioni in modo da raggiungere una diversa competenza relazionale e sessuale.

20 marzo 2017
 
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