Tempo di festa: mettiamo un pizzico di erotismo nelle parole e nei gesti

di Roberta Giommi




Le feste ci regalano emozioni importanti che possiamo mettere in gioco per godere di un tempo antico e della modernità. Incontriamo il nostro passato, la nostra infanzia, perché ci sono tradizioni che si animano dentro di noi di fronte ai doni, alle luci, agli odori, al tempo libero, alla capacità di condividere momenti di affetto e di conversazione e il presente perché lo stile con cui ci facciamo gli auguri, gli oggetti attuali, ci permettono di mescolare in modo magico tradizione e progresso.


Come i bambini che sanno cercare la gioia, anche noi possiamo prendere la piccola felicità per la coda, cercando di riempire di significati i riti che accompagnano le feste.  Possiamo farci guidare dai colori e dalle sensazioni gustative, olfattive, visive, possiamo muoverci o vivere in casa, dormire più a lungo, incontrare gli amici, scambiare confidenze, approfittare della libertà per fare l’amore. Il nostro corpo si prepara ad una diversa dimensione relazionale,  perché disporre di tempo permette la condivisione delle emozioni e nello stesso tempo le relazioni familiari, le amiche e gli amici, ci permettono di giocare regalando ascolto e parole.  Oggi si temono i pranzi, il cibo, come se le feste portassero in prevalenza trasgressioni alimentari.


Proviamo a vivere antiche emozioni, ad abitare la casa per renderla più nostra, ad organizzare il piacere che possiamo regalarci anche nel cibo, nel mangiare secondo antiche ricette o perché alteriamo gli orari o giocando più a lungo con i figli. Prepariamoci a guardare il/la partner con gli occhi dell’amicizia, a farci sorprendere da qualcosa proprio perché siamo nella tradizione, ma ci piace il futuro. Il Natale, le feste, sono una avventura che si ripete, che possiamo arricchire di risorse. Può sembrare sciocco dare significato a periodi o giorni dell’anno, ma non è così. I piccoli riti, le abitudini, i ricordi, le foto, costruiscono la nostra storia e ci permettono di avere ancoraggi contro i bilanci e le malinconie che a volte ci assalgono. Dedichiamo del tempo al nostro corpo e al contatto, non risparmiamo un complimento. Siamo così spesso avari di parole e di gesti. In psicoterapia le persone hanno più bisogno di aiuto, come se affiorassero più facilmente le cose difficili, la malinconia, la solitudine.


Consiglio ai miei pazienti di avere un quaderno segreto dove si scrivono i desideri e i progetti, anche quelli assurdi e quelli molto piccoli, per questo realizzabili, per permettere all’umore di recuperare un minimo di tono e di fantasia. Leghiamoci ad una tradizione amata e assaporiamo emozioni, ritroviamo sensazioni, costruiamo la rete degli affetti, per rivivere e per cambiare: ripercorrere quello che abbiamo amato e cambiare con nuovi progetti. Non ci facciamo mettere all’angolo dalla solitudine e dalle perdite subite, dalla malinconia di un progetto che si è perso. Le coppie possono costruire simpatia verso l’altra/o, provare nuovi ascolti, diverse confidenze, gustare del tempo costruito  insieme per cercare regali, per assistere ad un concerto, per vedere un film.


Spesso nelle coppie consolidate si cade nella trappola di darsi per scontanti, di trasformare l’altro/a  nel nemico/a che ci vive vicino e che compie gesti che riteniamo sbagliati o fastidiosi. Fare questo non è mai intelligente, concediamoci una tregua che possa insegnarci nuovi ascolti. Il sesso può nascere dall’avere tempo per fare l’amore, per dedicarsi attenzione, ma potrebbe essere già utile mettere un pizzico di erotismo nelle parole, nei gesti di vicinanza, nel salutarsi con il bacio profondo, nel fare un commento di seduzione e di riconoscimento, nell’indossare un vestito adatto a celebrare una festa. Una gonna, i tacchi, una camicia particolare, una cravatta speciale, un completo nuovo per la notte possono darci l’idea che stiamo uscendo dalla routine.


Se siamo troppo soli, invitiamo qualcuno o lasciamoci invitare, prepariamo un piatto, scegliamo un vino, decoriamo la tavola. L’attenzione ci invita a dare colore e sapore alle cose, essere attenti riveste un significato di cura. Gli antagonisti alle feste si godano la loro originalità, essere contro è ugualmente un modo di assaporare, di vivere bene il fatto di essere originali, diversi e per questo particolari. Pensiamo ad un amico lontano, ad un ex che ci rimane simpatico, ad un compagna di scuola che non vediamo da tempo.

28 dicembre 2015
 
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