Emancipazione femminile e rivoluzione sessuale: cosa è cambiato nel modo di vivere l'eros

di Roberta Giommi

Le donne da sempre protagoniste nel dare la vita, sono oggi concentrate su altri spazi, sulla loro competenza a leggere i linguaggi, a misurarsi con il successo, la seduzione, la sessualità, la famiglia. Cosa è cambiato nella testa delle donne, nella loro psiche, nei comportamenti amorosi e sessuali, nelle loro attese rispetto al futuro.


Nel sessantotto si è svegliata una generazione confusa, sbilanciata tra dominio e obbedienza, ancorate ai modelli delle precedenti generazioni, ma con una forte ribellione verso i ruoli tradizionali, donne che hanno rivendicato la proprietà del loro corpo, nemiche di un maschio dominante e castrante e capaci di pensare al sesso come scoperta e non come destino riproduttivo o esperienza di sottomissione.


Una parte delle donne nemiche degli uomini ad ogni costo, un'altra parte attenta a vivere la coppia, i figli, il lavoro il sesso in modi diversi, con un processo più morbido, con una diversa dimensione dei colori. In questi anni sono nate leggi a tutela della salute e della libertà femminile.


È stato importante imparare che il sesso poteva essere distinto dalla riproduzione, che la verginità non era un impegno sociale ma solo personale, che si potevano fare esperienze e scegliere più tardi il partner giusto per il progetto. Importante non sentirsi giudicate per avere fatto sesso, importante occupare la società nel lavoro, nella politica, nelle professioni, essere medici, ingegneri, soldati, forze dell'ordine. Il sociale e il personale si sono intrecciati e sono cambiate le regole del sesso, del gioco, dell'amore e del progetto.


Se guardiamo le nuove generazioni, alcune conquiste sono passate e altre no, come se a loro volta le ragazze, le giovani donne avessero specializzato alcuni comportamenti dimenticandone altri. I problemi che oggi troviamo nella consultazione sessuologia, nella mediazione di separazione e divorzio, nell'educazione all'affettività e alla sessualità, raccontano di una incompleta emancipazione. Le ragazze, le giovani donne vivono con una non completa elaborazione del cambiamento.


La seduzione femminile si è molto rinforzata, piacevolmente come dato generale, ma a volte perdendo il confine: tacchi vertiginosi, biancheria intima sexy per forza, abbigliamento forzato, chirurgia estetica. E' come se crescere fosse subito invecchiare, nella paura che il tempo bruci la seduzione, la capacità di piacere. Si ha paura di invecchiare a venti anni e si cerca con disperazione di affrontare il passare del tempo. In questo campo non si è vissuto una vera emancipazione perché molte giovani e meno giovani donne si sentono costrette a rincorrere la bellezza.


Il sesso è oggi al femminile un terreno di confronto con il maschile, si cerca, si vuole l'orgasmo nel coito, a volte lo vuole il maschio per essere rassicurato sul fatto di essere bravo. I problemi si determinano intorno ai 30 anni quando da un lato le giovani donne vivono un forte possibilità di avere tutto: libertà, esperienze, movimento, avventure e subito dopo si preoccupano di non avere un buon rapporto stabile e non avere figli, oppure hanno figli, ma non riescono a valutare positivamente i loro rapporti di coppia.


Il sesso è accessibile sempre, ma questo determina la necessità di costruire delle regole sia per i comportamenti che per la salute sessuale. Oggi c'è più libertà rispetto al fare esperienze, ma spesso le donne, non sono protagoniste della protezione dalle malattie sessualmente trasmesse: non si fa una contraccezione sicura, non si usa il preservativo come ricerca autonoma di protezione al di là del parere o dell'accordo con il maschio.


Nel sesso maschi e femmine temono di non essere abbastanza bravi, di non essere abbastanza creativi, di non saper creare atmosfere particolari, di risultare incompetenti. Si crea da un lato una buona competenza a ricercare il piacere nella sessualità, ma si è determinata anche una forte ansia da prestazione.


Storie e competenze diverse si intrecciano, come se chiedessero un principio di ordine. Possiamo dire che potenziare la competenza e il desiderio della sessualità è una buona conquista, la fertilità dovrebbe diventare motivo di attenzione prima dei trenta anni e le storie che diventano progetto hanno bisogno di una maggiore tenacia e di una più forte competenza a proteggerle.


L'orgasmo è una buona meta, ma non deve diventare un esame e la protezione dalle malattie deve trovare una maggiore forza femminile. Oggi le donne pensano il sesso anche dopo la menopausa, sanno che si può mantenere il desiderio, vivere l'eccitazione, esprimersi nella sessualità. Esiste una maggiore difficoltà femminile nell'indossare la loro forza e il loro desiderio. E' come se si dovesse raccogliere le forze e pensare con gioia che la vita media è molto alta e a cinquanta anni si possono avere 30 anni di fronte.


In questo senso le donne delle fasce di età più grandi possono lavorare ad una nuova consapevolezza: alzare le insegne di donne che hanno vissuto e che portano con sé la forza e la dolcezza di storie e di desideri.

13 luglio 2011
 
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