Viaggi e stitichezza: quando la regolarità intestinale va in vacanza

Beauty-case, qualche ricambio di biancheria, un buon libro... Nel preparare la valigia in vista di una vacanza, quel che certamente non si vorrebbe portare con sé è un disturbo che, tuttavia, capita a molti di sperimentare, prima o poi: la stipsi del viaggiatore.
Cibi diversi, ritmi di vita completamente alterati e particolari condizioni psicologiche possono infatti compromettere la normale regolarità intestinale e generare ritardi, anche protratti, nell'evacuazione. Un fenomeno transitorio ma piuttosto molesto perché provoca senso di gonfiore, dolori addominali più o meno forti, mal di testa e altri piccoli disturbi che possono interferire con la serenità di un periodo di relax.
Come fare, dunque, per scongiurare questo rischio e godersi appieno il viaggio? Una regola preziosa è fare in modo di non perdere le buone abitudini e mangiare verdura, frutta fresca e cereali (meglio se integrali) in abbondanza: questi cibi, ricchi di fibre, sono in grado di richiamare acqua e ammorbidire la massa fecale, contribuendo alla buona funzionalità intestinale.
Posto che le linee guida internazionali raccomandano un’assunzione di circa 25-35 grammi di fibra al giorno (un quantitativo non semplice da raggiungere con la sola alimentazione), possiamo poi aggiungere alla categoria degli “indispensabili” del nostro kit da viaggio degli integratori a base di psyllium.
Si tratta di un rimedio completamente naturale che, grazie alla presenza di mucillagini in grado di assorbire i liquidi, aiuta a ripristinare le fisiologiche funzioni intestinali senza dare assuefazione o irritare l’intestino, al contrario dei più aggressivi farmaci lassativi, di cui è bene non abusare. In particolare, lo psyllium ha la peculiare caratteristica di essere parzialmente solubile, e unisce pertanto i benefici delle fibre solubili (effetto formante massa) e insolubili (effetto prebiotico).
Per assicurarne il risultato, condizione indispensabile è garantire al nostro organismo una corretta idratazione, bevendo almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno e arrivando  fino a tre litri in latitudini in cui il caldo è elevato e la sudorazione eccessiva.

L'attività fisica è un altro aspetto da non sottovalutare. Sì, è vero e comprensibile: spesso in vacanza non si anela che al tanto agognato riposo, ma è altrettanto vero che il movimento favorisce la peristalsi intestinale, contribuendo a combattere la stipsi. E allora via libera a lunghe passeggiate immersi nella natura, escursioni e nuotate che, oltre a donare benefici fisici, permettono di rilassarsi e lasciarsi alle spalle, così, gli eventuali blocchi psicologici che, secondo molti studi, favoriscono la stitichezza.
Infine, un ultimo consiglio consiste nell'evitare le procrastinazioni e, soprattutto nei casi di stipsi protratta, attivarsi non appena si presenta lo stimolo: può sembrare scontato, ma in vacanza non sempre mettere le proprie esigenze fisiche al primo posto è automatico o semplice. Intervenire su questo comportamento può fare la differenza fra un viaggio piacevole e una vacanza a metà.
 
  

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