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Alla Fondazione “Giovanni Paolo II” un convegno scientifico di rilievo nazionale sulla Patologia valvolare aortica

Alla Fondazione “Giovanni Paolo II” un convegno scientifico di rilievo nazionale sulla Patologia valvolare aortica
a cura di  GoSalute
 “Patologia valvolare aortica: Heart Team nella realtà clinica: approccio integrato tra il Cardiologo ed il Cardiochirurgo”, è il titolo del convegno promosso dal Dipartimento di Malattie Cardiovascolari della Fondazione, diretto dal dott. Carlo Maria De Filippo. L’evento si svolgerà domani 11 giugno 2016 dalle ore 9.30 nell’Aula “Crucitti” della Fondazione di Ricerca e Cura “Giovanni Paolo II” di Campobasso.
 
L’incontro avrà come obiettivo la discussione di importanti processi clinici decisionali che mantengono il paziente al centro delle migliori scelte terapeutiche. Sono previste tre sessioni di lavoro: gli esperti si confronteranno su aspetti legati alla pratica clinica e alla diagnostica, poi si parlerà delle strategie terapeutiche. Ci saranno due seminari live una sulla Chirurgica aortica mini invasiva e uno sulla metodica TAVI; la Fondazione è uno dei Centri in Italia che pratica ordinariamente questa innovativa tecnica. Presenzieranno all’evento alcuni dei più importanti esponenti della comunità scientifica internazionale.
 
Dopo i saluti del Presidente della Fondazione, dott. Maurizio Guizzardi, dell’Arcivescovo di Campobasso, S.E. Mons. GianCarlo Bregantini, presenterà il convegno il Direttore Generale, dott. Mario Zappia. Interverranno, tra gli altri, il prof. Emilio Musacchio, Direttore dell’U.O.C di Cardiologia dell’Asrem, con cui la Fondazione ha da tempo avviato un proficuo percorso di collaborazione, il prof. Bruno Villari, Direttore del Dipartimento di Medicina e della UOC di Cardiologia dell’Ospedale “Fatebenefratelli di Benevento”, il prof. Ottavio Alfieri, ordinario dell’Università “Vita e Salute” San Raffaele di Milano, il prof. Mattia Glauber, la prof.ssa Lucia Torraca, il prof. Ciro Indolfi, il prof. Arturo Giordano, il prof. Paolo Golino e altri importanti esperti del settore.
 
L’evento è stato organizzato con la preziosa collaborazione dell’Area Cardiovascolare del Policlinico “Gemelli”, diretta dal prof. Massimo Massetti e al Dipartimento di Medicina dell’Ospedale “Fatebenefratelli” di Benevento, diretto dal prof. Bruno Villari, che interverranno nel corso dei lavori. Le strategie cliniche e i percorsi clinici-assistenziali e di ricerca della Fondazione “Giovanni Paolo II”, vengono condivisi con la Fondazione “Policlinico Gemelli”, nell’ottica della formazione costante e dell’aggiornamento continuo. Il Centro molisano è diventato in questi anni un presidio di riferimento di rilievo nazionale, anche nell’ambito della ricerca cardiovascolare.
 
La malattia del complesso valvolare aortico (stenosi e insufficienza aortica nella sua espressione clinica) ha rappresentato e rappresenta oggi una delle maggiori sfide della nostra pratica clinica. E’ una patologia piuttosto comune, soprattutto nella popolazione anziana. Si stima che il 4,6 per cento dei settantacinquenni soffra di stenosi aortica grave, percentuale che arriva all’8 per cento nelle persone di 85 anni e oltre. I sintomi più comuni sono: difficoltà di respiro, a volte perdita di conoscenza, dolore al petto, segni di scompenso (quando cioè il cuore non riesce a pompare bene il sangue). La prognosi è brutta: l’80 per cento muore in tre anni, se non si interviene.
 
Il trattamento delle malattie valvolari più gravi è abitualmente chirurgico, e consiste nella sostituzione o nella riparazione della valvola malata.  Nei più innovativi Centri italiani, tra cui la Fondazione, sono ormai in uso tecniche mini invasive che rispetto alla chirurgia tradizionale, garantiscono la riduzione del 30% della permanenza in terapia intensiva e del 15% del tempo di ricovero ospedaliero.
 
Lo sviluppo tecnologico, la chirurgia mini invasiva e le nuove bioprotesi senza suture consentono operazioni molto più rapide (il tempo si riduce di circa un terzo), e meno traumatiche per il paziente rispetto ad una procedura tradizionale, dove la valvola viene fissata con almeno una quindicina di suture. Questo ovviamente va ad impattare positivamente sui risultati dell’intervento, riducendo i rischi di infezione, e sui tempi di ripresa del paziente, che risultano più veloci, grazie al minor trauma chirurgico.
 
Le valvole biologiche “sutureless” o senza suture sono fatte di materiale biologico che garantisce risultati emodinamici eccellenti con un’ottima durata nel tempo, senza necessitare di un uso continuo di anticoagulanti, a differenza delle protesi aortiche meccaniche che hanno lo svantaggio di sottoporre il paziente a terapia anticoagulante a vita.
 
Negli ultimi tempi, una metodica innovativa sta cambiando il panorama degli interventi cardio chirurgici. Una tecnologia che risponde al nome di TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), un impianto transcatetere della valvola aortica. La Fondazione “Giovanni Paolo II” è tra i Centri in Italia che pratica questa innovativa metodica, che ha “rivoluzionato” il modo di curare questa patologia. Una specifica sessione del congresso sarà dedicata interamente a questa tecnologia, interverranno alcuni dei principali esperti internazionali, che si confronteranno con gli specialisti del Centro molisano.
 
 La Tavi è una procedura indicata soprattutto per i pazienti con uno stato di salute generale piuttosto compresso, ad esempio molto anziani o fragili, altrimenti inoperabili. La valutazione Viene effettuata da un team multidisciplinare detto “heart team” (team del cuore) composto da chirurghi, cardiologi interventisti, anestesisti e specialisti di diagnostica con le immagini (esami come la Tac o la risonanza magnetica,). L’ intervento che si esegue in anestesia locale e permette al paziente di tornare a casa dopo due giorni. E’ una procedura che rappresenta un paradigma dell’approccio multidisciplinare all’assistenza sanitaria.  Per entrambe le procedure ci sarà una sessione “live- surgery”   in diretta dalla Sala Operatoria.
10 giugno 2016
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