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La piramide alimentare dell'infanzia

Mangiare bene fin da piccolissimi: è una delle regole d'oro per assicurarsi la salute “da grandi”, evitando obesità e sovrappeso e prevenendo le malattie tipiche dei paesi industrializzati. I bambini con chili di troppo rischiano più degli altri di diventare adulti obesi, ammalarsi di diabete e patologie cardiovascolari e di sviluppare la sindrome metabolica.
Le buone abitudini alimentari dovrebbero partire già dal periodo del divezzamento (il passaggio cioè dal latte materno alle prime pappe), un periodo delicato, in cui il bambino è particolarmente aperto a recepire tutte le novità e a farle proprie, tanto che per aiutare pediatri e mamme a impostare un'alimentazione più corretta, guidandoli nella scelta giornaliera degli alimenti, è stata elaborata dalla “Sapienza” Università di Roma (da Andrea Vania, pediatra e Carlo Cannella, nutrizionista) la piramide infantile ideale, un'evoluzione della piramide alimentare tradizionale adattata alle esigenze dell'infanzia.“L'obiettivo di questa piramide “a misura di bambino” è favorire la massima varietà alimentare con l'introduzione graduale, varia e controllata degli alimenti.- spiega Vania, Responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria del Policlinico Umberto I di Roma e Presidente dell’ECOG (European Childhood Obesity Group).- ”Le scelte alimentari di questo periodo sono fondamentali non solo per l'esperienza del bimbo con il cibo e per la formazione del gusto, ma anche per impostare le abitudini alimentari future, evitando eccessi o difetti nutrizionali”.
La piramide, forse non tutti lo sanno, è una figura geometrica, utilizzata per trasmettere i concetti chiavi di una corretta alimentazione: per mezzo di figure e ripiani, aiuta a capire quali alimenti assumere con maggiore o minore frequenza, a seconda che siano alla sua base o all’apice. Di piramidi ne sono state messe a punto diverse, ma il cambiamento più importante rispetto alla prima, elaborata nel '92, è che nell'adulto ora compaiono alla base gli alimenti utilizzabili più liberamente, come vegetali, ortaggi e frutta, al posto dei cereali, situati più in alto, mentre al vertice sono collocati come sempre i cibi da limitare, vale a dire i dolci e i grassi. Inoltre, almeno nella piramide italiana, è presente sempre anche l’attività fisica, prima non considerata. All’interno dello stesso gruppo è poi importante variare per ottenere un’alimentazione completa.
Per il bambino piccolo vanno però previste alcune modifiche e in linea con le recenti indicazioni scientifiche internazionali, promosse dall’ESPGHAN (European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition), in Italia sono state ideate due differenti Piramidi:la prima(http://www.piramideitaliana.it/pg-af/mellin1.php), che corrisponde all'inizio dell’alimentazione complementare (o divezzamento) e all’introduzione della primissima pappa, in genere tra i 5 e i 6 mesi di età, è indicata per la prima fase e prevede 4-5 pasti al giorno, di cui 1 non latteo e 3-4 poppate. Nella seconda piramide (http://www.piramideitaliana.it/pg-af/mellin2.php), adatta alla fase successiva e più elaborata, il bambino scopre nuovi alimenti, gusti e consistenze, che aumentano la varietà nella sua dieta. “Questo schema, costituito da 4 pasti al giorno, suddivisi in 2 poppate di latte materno e 2 pappe, - continua Vania - “permette l'introduzione graduale degli alimenti nuovi e la loro accettazione, gettando le basi della varietà alimentare importante per la salute. Frutta e verdura sono presenti ad ogni pasto e le fonti di proteine si alternano: in prima linea i legumi (fino a 5 volte a settimana), seguiti dalla carne (3 volte) e dal pesce (3 volte), dal formaggio ( 2 volte) e dal tuorlo dell'uovo, introdotto gradualmente una volta a settimana. Le Piramidi sono state strutturate anche con l'indicazione dei pasti settimanali, in modo da distribuire in maniera più equilibrata e varia gli alimenti durante l'intera settimana”.
Ma attenzione. Non tutti i bimbi sono uguali, né crescono allo stesso modo e le indicazioni fornite dalle piramidi alimentari per le due fasi di divezzamento sono indicative. “Spetta al pediatra- conclude Vania- indicare ai genitori gli interventi nutrizionali e le quantità più adatti a ciascun bambino, indicando come meglio seguire gli sviluppi di peso e di altezza in base alle curve di accrescimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Perché il bambino deve crescere, non ingrassare”.
 
28 febbraio 2011
di Brigida Stagno
 
 
 
  
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