Attacchi di panico, come riconoscerli, perché vengono e come superarli

I sintomi tendono a manifestarsi con grande rapidità e a raggiungere un picco di intensità nell'arco di 10 minuti

Attacchi di panico, come riconoscerli, perché vengono e come superarli
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Il disturbo di panico è caratterizzato da frequenti attacchi di panico non legati a situazioni specifiche e dalla paura di soffrire altri attacchi.

I sintomi

Un attacco di panico è un attacco improvviso di forti sensazioni di intensa apprensione, terrore e disastro incombente, accompagnate da sintomi fisici quali dispnea, palpitazioni, nausea, dolori al petto, senso di soffocamento e asfissia, capogiri, sudorazione profusa e tremori. Altri sintomi che possono manifestarsi nel soggetto durante un attacco di panico sono il senso di depersonalizzazione (il sentirsi come fuori dal proprio corpo) e di derealizzazione (un senso di irrealtà del mondo), paura di perdere il controllo, di impazzire o persino di morire. Non sorprende che questi soggetti spesso riferiscano di sentire, al sopraggiungere di un attacco di panico, un irrefrenabile bisogno di fuggire, in qualunque situazione si trovino. I sintomi tendono a manifestarsi con grande rapidità e a raggiungere un picco di intensità nell'arco di 10 minuti.

Le cause

L'attacco di panico può essere visto come un malfunzionamento del sistema che presiede alla paura; sul piano fisiologico, la persona sperimenta uno stato di attivazione vegetativa dovuto al sistema nervoso simpatico, un livello di arousal che sarebbe una risposta appropriata ad un pericolo immediato che minacciasse la vita del soggetto. Ma poiché i sintomi non hanno una spiegazione oggettiva, la persona cerca in ogni modo di dare un senso alla propria esperienza; se incomincia a credere di stare per morire, perdere il controllo o diventare pazza, con ogni probabilità la sua paura aumenterà ulteriormente. Circa il 90% delle persone che soffrono di un disturbo di panico riferiscono di avere queste convinzioni ogni volta che sono colte da un attacco.

Quando sopraggiungono all'improvviso, gli attacchi di panico sono detti inaspettati; tali attacchi possono manifestarsi mentre il soggetto è rilassato o addirittura mentre dorme. Quando l'attacco è invece provocato da una situazione specifica, per esempio il guidare un'automobile, si parla di attacchi situazionali (Kring et al, 2008).

La diagnosi

Secondo il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione, 2014) la diagnosi di disturbo di panico è possibile se sono presenti almeno 4 dei seguenti sintomi: palpitazioni o tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di fiato corto o di fatica nel respirare, sensazione di soffocamento, dolore retrosternale, nausea o dolori addominali, vertigini, sensazione di instabilità, testa leggera o sensazione di svenimento, brividi o vampate di calore, parestesie (sensazioni di formicolio o di intorpidimento), derealizzazione (sensazioni di irrealtà) o depersonalizzazione (sentirsi separato da se stesso), sensazione di perdita del controllo o di “impazzire”, paura di morire.

Le cause degli attacchi di panico possono essere molto diverse tra loro. In genere il primo attacco si verifica durante un periodo particolarmente stressante dell'individuo. Lo stress può essere dovuto ad un evento acuto oppure alla presenza di numerosi fattori concomitanti. Le principali cause di un attacco di panico possono essere: lutti, malattie gravi, cambiamenti importanti nella vita (matrimonio, lavoro, separazioni), periodi di iperlavoro o di scarso riposo, situazioni relazionali conflittuali, cambiamenti di ruolo a livello lavorativo (ad esempio, il pensionamento), traumi, problemi economici.

L'agorafobia

Gli individui con disturbo di panico mostrano determinate preoccupazioni  sulle conseguenze degli attacchi di panico. La preoccupazione per il prossimo attacco o per le sue implicazioni sono spesso associate con lo sviluppo di condotte di evitamento. Queste possono determinare una vera e propria agorafobia, nel qual caso viene diagnosticato il disturbo di panico con agorafobia. L'agorafobia (dal greco agorà, che significa “piazza del mercato”) viene definita come la paura di situazioni in cui potrebbe essere difficile o imbarazzante allontanarsi, nel caso sopraggiungesse un attacco di panico. Spesso il soggetto teme tutti i luoghi pubblici dove mostrare i sintomi dell'attacco di panico causerebbe grande imbarazzo. Tra le situazioni che più innescano questo tipo di fobia troviamo: guidare l'auto, attraversare un ponte, trovarsi in negozi o centri commerciali oppure in chiesa o in mezzo alla folla. Molti pazienti affetti da agorafobia sono incapaci di uscire di casa e quelli che ci riescono lo fanno con grave disagio.

La cura

Per curare il disturbo da panico si ricorre alla psicoterapia che in alcuni casi può non essere risolutiva a causa della cronicizzazione dei sintomi. Di pari passo alla psicoterapia si possono utilizzare: tecniche di rilassamento, meditazione mindfulness e EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing - Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico. Si possono associare anche cure farmacologiche attraverso benzodiazepine e antidepressivi.