Kefir e farina di semi d’uva, la combinazione che potrebbe aiutare nella lotta all’obesità

Kefir e farina di semi d’uva, la combinazione che potrebbe aiutare nella lotta all’obesità
TiscaliNews

Una combinazione di probiotici e parabiotici (fermenti lattici inattivati, non vitali) composta nello specifico da kefir e farina di semi d’uva, ha dimostrato di essere un ingrediente funzionale contro l’obesità.

Un team di ricerca della Corea del Sud e del Canada ha scoperto che la sinergia tra un parabiotico derivato dal kefir e un prebiotico ottenuto da farina di semi d’uva potrebbe contribuire a ridurre l’aumento di peso e la quantità di tessuto adiposo.

Si tratta del primo studio che valuta la combinazione tra queste due tipologie di fermenti lattici nei confronti dell’obesità. I parabiotici, nello specifico, sono cellule microbiche non vitali che se somministrate in quantità adeguate hanno dimostrato di portare benefici alla nostra salute e di essere particolarmente sicure, anche per le persone immunodepresse.

In questo studio l’HLAB (ossia i batteri dell’acido lattico uccisi dal calore) è stato ottenuto dal kefir, la tradizionale bevanda a base di latte fermentato che contiene probiotici naturali e che offre una serie di benefici per la salute.

È stato utilizzato poi anche il GSF, un sottoprodotto della vinificazione ottenuto dai semi e dalla buccia dell’uva e trasformato in polvere secca. Altri studi hanno dimostrato che integrare la dieta con questo ingrediente potrebbe sopprimere l’aumento di peso corporeo e il colesterolo alto.

Il potenziale anti-obesità dei due estratti è stato valutato singolarmente e poi in sinergia su modello animale (topi obesi alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi e fruttosio). I topi sono stati divisi in gruppi da dieci ciascuno e alimentati come segue: dieta di controllo (ad alto contenuto di grassi e fruttosio), 2,5% di farina di semi d’uva (GSF), 2,5% GSF + HLAB o HLAB per 8 settimane.

Sono stati poi raccolti campioni di sangue per misurare colesterolo, glucosio e tessuto adiposo.

Si è visto così che integrare la dieta con GSF, HLAB e GSF + HLAB aveva ridotto l’aumento di peso corporeo rispettivamente del 29%, 21% e 52% e il tessuto adiposo del 37%, 36% e 61%. La sinergia tra i due ingredienti aveva quindi avuto un effetto maggiore degli stessi presi singolarmente.

Così hanno commentato i ricercatori:

“Sono necessari ulteriori studi per determinare il ruolo del microbiota intestinale nell’azione sinergica anti-obesità di HLAB e GSF”

Attendiamo quindi nuove ricerche, questa volta su esseri umani, per confermare quanto scoperto in questo studio.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nutrients.

Fonte: Nutrients

Francesca Biagioli - Greenme