Gondoliera e mamma di tre bimbi: da 10 anni è l’unica donna a remare nei canali di Venezia

Giorgia Boscolo è stata la prima a infrangere il primato maschile. Intanto cresce la rivolta del remo femminile: “I nostri premi siano uguali a quelli dei maschi”

TiscaliNews

Chissà quante volte si sarà sentita ripetere che il gondoliere e mestiere da uomini, ma Giorgia Boscolo deve averci prestato poca attenzione visto che da 10 anni fende ogni giorno i canali con la sola forza delle sue braccia. Per 12 ore sulla sua gondola, da una sponda all'altra della città, e poi di corsa a Malcontenta dove ad attenderla c’è la sua famiglia: marito e tre figli. È questa la quotidianità di Giorgia Boscolo, 36 anni, l'unica donna gondoliere di Venezia.

La prima volta

Dieci anni fa, proprio il 13 agosto, Giorgia sbriciolava dopo nove secoli di dominio ininterrotto il feudo maschile della voga sui traghetti che attraversano continuamente il Canal Grande facendo la spola (chiamati dai locali gondole da parada) e sulle gondole da nolo che portano invece in giro i turisti. Ogni mattina Giorgia arriva allo “stazio” (il luogo di sosta delle gondole) di San Tomà e inizia la sua giornata di lavoro come sostituta. Quello di diventare proprietaria di una licenza per ora resta un sogno. "Chissà che il sindaco non mi voglia premiare un giorno concedendomi questo regalo - dice sorridendo - visto che sono l'unica donna nella storia della città a condurre una gondola".

L’affetto dei colleghi

A dire il vero ad aver superato l'esame da gondoliera vi è stata recentemente anche una seconda veneziana, che ha però preferito “affittare” il remo e la licenza ad un sostituto uomo. Giorgia invece, caparbiamente, cerca di conciliare un lavoro di fatica con le responsabilità della sua vita privata. Per di più in una famiglia che in questo decennio si è allargata: tre anni fa, in un momento di inattività a causa di un infortunio, ha messo al mondo il terzo figlio. "Questi anni sono volati - racconta - . All'inizio ho incontrato le inevitabili difficoltà perché come donna devi dimostrare di essere anche più brava di un uomo, poi tutti i colleghi del traghetti di San Tomà sono diventati la mia grande casa".

Tra acqua alta e postumi da lockdown

Nei mesi del lockdown anche per Giorgia le cose si sono complicate non poco. "Purtroppo sentiamo molto la crisi del turismo - dice - anzi abbiamo cominciato ad avvertirla già a novembre, quando ci fu l'acqua alta eccezionale che travolse la città, e da allora non ci siamo più ripresi". Di abbandonare il lavoro, però, non se ne parla. "Da dieci anni con il traghetto ho un rapporto quotidiano con moltissimi clienti - spiega - . Sono entrata in confidenza con loro, ci raccontiamo i problemi e la quotidianità delle nostre giornate".

La polemica

Che il remo debba ancora compiere a Venezia molta strada sul terreno della parità dei sessi è più che convinta la campionessa Elena Almansi, 28 anni, una delle 18 vogatrici che parteciperanno domenica 6 settembre con una “mascareta” a due remi alla Regata Storica, la più celebre manifestazione competitiva in laguna. E proprio la gara lungo il tracciato in Canal Grande è uno dei temi caldi di scontro tra uomini e donne che vogano. "Perché le donne che si classificano prime alla Regata Storica - chiede polemicamente Elena, salita alla ribalta delle cronache nei mesi del lockdown per aver avviato con Row Venice l'iniziativa solidale di consegna di generi alimentari in barca alle famiglie in difficoltà - ricevono un compenso che è pari a quello dell'ultimo classificato degli uomini?".

Pari opportunità anche alla voga

La proposta è che i premi del primo tra gli equipaggi femminili siano eguali "almeno a quelli assegnati al quarto classificato tra i maschi", visto che la lunghezza del tragitto di prova, la fatica, e la durezza dell'allenamento, sono gli stessi. Il Comune ha promesso che si cercherà di venire incontro alle richieste delle vogatrici con dei riconoscimenti aggiuntivi, non inseriti però nel bando di gara. "Mi auguro sia stata una svista altrimenti sarebbe altamente irrispettoso. Non è una questione di soldi - chiarisce Elena - ma non si capisce perché quando una donna, da vogatrice, prende parte a regate importanti come quella della Sensa o di Mestre non riceva alcun premio mentre per gli uomini il compenso è sempre previsto".